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Oggi, 22 aprile, si celebra in tutto il mondo la Giornata della Terra (Earth Day): nata nel 1970 per sottolineare la necessità di conservare le risorse naturali del Pianeta, quest’anno l’Earth Day è dedicata al tema delle “Green Cities”. La Coldiretti lancia un allarme: l’Italia ha perso negli ultimi 20 anni il 15% delle campagne per effetto di cementificazione e abbandono. Legambiente chiede norma contro delitti ambientali. L’Adoc sottolinea l’importanza di una mobilità sostenibile. Il Ministro Martina rilancia legge su contenimento consumo del suolo e ricorda che l’Expo sarà una grande occasione per discutere di questi temi.
Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari) con il risultato che in Italia – sottolinea la Coldiretti – oltre 5 milioni di cittadini si trovano  in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano il 9,8% dell’intero territorio nazionale. Per proteggere il territorio ed i cittadini che vi vivono, l’Italia deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento dell’attività agricola che ha visto chiudere 1,2 milioni di aziende negli ultimi 20 anni. Se nella classe dirigente è mancata fino ad ora la cultura del valore dell’agroalimentare, della salvaguardia del territorio e del cibo che è una delle poche leve per tornare a crescere, la sensibilità negli ultimi anni è profondamente cresciuta tra i cittadini che – continua la Coldiretti – sempre più spesso sostengono con le proprie scelte di acquisto e nelle vacanze l’agricoltura ed i prodotti locali del territorio”.
Legambiente chiede che questo Earth Day sia l’ultimo anniversario senza i delitti contro l’ambiente nel Codice Penale. “Chi inquina suoli e sottosuoli in Italia spesso guadagna cifre astronomiche, danneggia il paesaggio, mette a rischio la salute delle persone e nonostante tutto ciò, spesso la fa franca. O se viene raggiunto dalla giustizia può cavarsela con una multa. E’ ora di dire basta. Il Senato ha l’opportunità di approvare il provvedimento per inserire i reati ambientali nel Codice Penale e di affrontare quindi con nuove e più efficaci strumenti una piaga che da molti anni sta devastando il nostro Paese” E’ l’appello lanciato dal direttrice generale di Legambiente Rossella Muroni.
“Ogni anno in Italia si contano oltre 30 mila reati contro l’ambiente; un’attività che frutta a chi delinque distruggendo la speranza di un futuro migliore, oltre 16 miliardi di euro. L’introduzione dei delitti ambientali nel codice penale, riforma di civiltà che aspettiamo da oltre 20 anni, rappresenta una nuova e più efficace forma di lotta contro le ecomafie, uno strumento decisivo per aiutare le forze dell’ordine ad assicurare alla giustizia i colpevoli di ecocidio e a impedire nuove situazioni drammatiche come quella della Terra dei fuochi, di Quirra o della Valle del Sacco”. In occasione dell’Earth day Legambiente torna a chiedere al Parlamento di fare presto approvando al più presto provvedimento già approvato alla Camera, sicuramente perfettibile, ma necessario a rendere più efficace il contrasto all’illegalità ambientale, adeguando il nostro codice penale anche alla normativa europea in materia (direttiva n. 2008/99/ce). “Da oltre 20 anni attendiamo questa riforma – ha concluso Rossella Muroni – Speriamo che questo del 2014 sia l’ultimo Earth day ancora senza legge contro i crimini ambientali. Perché per festeggiare al meglio il Pianeta dobbiamo cominciare col fare un regalo di speranza all’Italia”.
L’Adoc pone l’accento sul bisogno di una nuova mobilità, urbana e extraurbana, più ecosostenibile e di qualità. “Una vita di qualità, più ecosostenibile e a misura d’uomo, si raggiunge attraverso un miglioramento netto della mobilità urbana e extraurbana – dichiara Lamberto Santini, Presidente dell’Adoc – Oggi il 75% dei lavoratori, complice un trasporto pubblico deficitario, raggiunge il posto di lavoro utilizzando il proprio veicolo. A Curitiba, in Brasile, che ha la stessa popolazione di Roma ma una densità di abitanti per km 3 volte maggiore, il dato è opposto: il 75% della popolazione si muove con il trasporto pubblico. Questo è l’obiettivo che deve porsi l’Italia e in particolare Roma, dove la mobilità urbana è ridotta ai minimi termini. Serve un nuovo trasporto pubblico, basato sul ferro, sull’incremento delle linee metropolitane e sulla creazione di hub regionali e nazionali di scambio, sullo sviluppo del car sharing e delle piste ciclabili, sulla pedonalizzazione di grandi aree, in particolare i centri storici, anche per restituire ai cittadini le zone ad alta densità culturale e artistica. Non solo persone, anche il trasporto merci influisce pesantemente sull’inquinamento e sulla qualità della vita: basti pensare che ogni km percorso da un vagone merci immette nell’aria 29grammi di CO2, contro gli 81grammi di un camion. E’ evidente quindi che il trasporto su gomma non è più sostenibile, non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico, e va sostituito con il trasporto su ferro”.
Infine, il messaggio del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina: “In uno storico passaggio in cui la crisi globale ci ricorda l’importanza della sostenibilità dei modelli di sviluppo, come chiave del futuro pianeta, l’Earth Day è una giornata fondamentale per rafforzare un confronto a livello globale sui temi della terra, dell’ambiente e dell’alimentazione. Questo giorno deve essere anche un momento di riflessione profonda sulla tutela del nostro territorio e sulla capacità produttiva che avremo in futuro. In Italia, negli ultimi 5 anni, abbiamo perso 8 metri quadrati al secondo di terreno, 70 ettari al giorno. Dobbiamo intervenire in fretta. Siamo impegnati perché il nostro Paese abbia una legge adeguata sul contenimento del consumo del suolo. L’agricoltura – ha aggiunto il Ministro – è decisiva per la cura e la salvaguardia del territorio e garantisce prevenzione dai rischi ambientali. L’Expo di Milano che si terrà fra poco più di un anno – ha concluso il Ministro – sarà l’occasione per discutere, a livello mondiale, di questi temi. Servono nuove strategie, soprattutto se vogliamo puntare agli obiettivi dell’Onu per il terzo millennio. È compito della politica decidere in modo da lasciare in eredità alle generazioni future un pianeta sano e sostenibile”.

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