Super tecnologici ma legati alle banconote. Meno della metà ha una paghetta fissa. Solo uno su tre preferisce gli acquisti online ai negozi. Con una buona dose di dubbi sulla sicurezza dei pagamenti digitali. E un’educazione finanziaria che è un rebus, fatta soprattutto all’occorrenza attraverso il dialogo con i genitori. Ecco l’istantanea della “generazione Z alla prova del risparmio” restituita da un’indagine DoxaKids per Feduf (Fondazione per l’educazione finanziaria e al risparmio) all’interno di un progetto che vede il contributo di American Express e PayPal. Sotto i riflettori risparmio e rapporto col denaro da parte degli adolescenti.

Lo studio “I giovani e il rapporto con il denaro: dati, riflessioni e visioni per una nuova educazione finanziaria” indaga sul rapporto fra giovani e pagamenti digitali, denaro dematerializzato e cultura finanziaria. “Nell’ambito della riflessione sulla rapida evoluzione delle tecnologie di pagamento digitali, che mutano il rapporto con un denaro sempre più smaterializzato, ubiquo e liquido, Feduf e DoxaKids – informa una nota –  si sono impegnate in un progetto, realizzato con il contributo di American Espress e PaypPall. Obiettivo: tracciare le status quo e identificare le aree d’intervento migliori per fornire agli adulti di domani gli strumenti più idonei per districarsi nel complesso mondo della finanza”.

Luce puntata dunque sulla generazione Z, sui giovani nati fra il 1995 e il 2010, per capire come è cambiata negli adolescenti la percezione del denaro. “I soldi “escono dal muro” attraverso il bancomat e la Rete consente di comprare qualsiasi oggetto con pochi click – spiega una nota di DoxaKids – Nasce una nuova relazione quotidiana con il denaro, che presenta molti aspetti positivi, ma anche alcune incognite. Motivo: i giovani si troveranno sempre più a gestire la moneta dematerializzata e dovranno sempre più saperne cogliere le opportunità e affrontarne i rischi”. La ricerca DoxaKids, realizzata in collaborazione con American Express, è stata fatta a partire da un campione di oltre 500 ragazzi tra i 12 e i 18 anni. Risultato? L’immagine di “una generazione ipertecnologica ma, allo stesso tempo, ancora legatissima alle vecchie banconote”. Sono anche giovani risparmiatori, ma al conto corrente si preferisce il salvadanaio: in Italia il 35% dei ragazzi è titolare di un conto bancario o postale, un livello inferiore al 56% della media Ocse.

Meno della metà di loro ha una paghetta. Secondo i dati DoxaKids “la maggior parte dei ragazzi ha del denaro a disposizione (87% del totale), principalmente proveniente da regali in occasioni del compleanno o delle festività (74%), in cambio di buoni risultati scolastici (51%) oppure, più in generale, se si comportano bene (33%). Circa la metà di loro (47%) ha poi una paghetta fissa mentre il denaro come ricompensa per un lavoro è un concetto trasmesso solo al 50% degli adolescenti intervistati”. Particolare anche il rapporto con gli acquisti online: solo un adolescente su tre li preferisce al negozio fisico. Moltissimi hanno dubbi sulla sicurezza dei pagamenti digitali e, dice Doxa, pregiudizi sulle carte di credito trasmessi dai genitori.

L’educazione finanziaria è poi un rebus. “Nell’educazione finanziaria delle giovani generazioni prevale un approccio pratico e un’educazione cosiddetta “all’occorrenza”, che proviene per lo più dal dialogo con i genitori in caso di specifiche circostanze di acquisto (68%) – dice la ricerca Doxa – Temi come il risparmio (31%), l’educazione agli acquisti online (30%) o la comprensione delle carte di credito (20%), sono affrontati da percentuali più ridotte del campione. L’esempio e il proprio comportamento rimangono, secondo i dati, il miglior criterio proposto dai genitori per alimentare l’educazione finanziaria (47%)”. Allo stesso tempo app, carte e denaro digitale rendono i giovani più autonomi. Sostiene Giovanna Boggio Robutti, Direttore Generale della Fondazione per l’educazione finanziaria e il risparmio (FEduF): “Se fino a qualche anno fa un teenager aveva una capacità finanziaria condizionata dagli adulti (tramite la paghetta o la remunerazione di piccoli lavori) e facilmente controllabile in quanto legata all’uso dei contanti, oggi la gestione elettronica del denaro tramite carte, app e altri sistemi innovativi di pagamento rende sicuramente i nostri figli più autonomi nell’utilizzo del loro denaro”.

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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