Più consapevolezza finanziaria: l’obiettivo unisce sia i risparmiatori sia i consulenti. L’Italia è ancora indietro sull’educazione finanziaria ma la necessità di saperne di più per orientarsi nelle scelte finanziarie sembra condivisa da tutti gli attori in campo. L’Osservatorio sul risparmio degli italiani, lanciato in occasione del Salone del Risparmio che si svolgerà presto a Milano, fotografa un’Italia che vuole raggiungere una maggiore consapevolezza anche attraverso programmi mirati di educazione finanziaria. Il parere è quasi unanime: il 79% dei risparmiatori intervistati e la quasi totalità dei consulenti (96%) sono favorevoli ad un programma di avvicinamento e formazione riguardo il mondo del risparmio e degli investimenti.

I dati, estrapolati da uno studio a cura di Demia sui risparmiatori (tra i 18 e over 75 anni) in possesso di un patrimonio mobiliare investito o investibile di almeno 30 mila euro e su un campione di consulenti bancari e finanziari, evidenziano che “di fronte ad un contesto regolamentare e ad un mercato sempre più globalizzato e transnazionale, la domanda di una maggiore alfabetizzazione e di programmi di educazione finanziaria sul risparmio e gli investimenti è unanimemente condivisa e accolta sia dai risparmiatori che dai consulenti finanziari”.

Per il 57% dei risparmiatori la formazione dovrebbe rivolgersi a chiunque senza limitazione d’età, mentre per il 20% a tutte le persone dai 16 ai 35 anni.

Alla domanda su chi dovrebbe farsi promotore di questa iniziativa, invece, i risparmiatori e i consulenti si dividono: se i primi riconoscono principalmente allo Stato e alle Istituzioni finanziarie questo ruolo (47%), i consulenti attribuiscono questa responsabilità principalmente alle Associazioni di categoria (64%).  

“L’educazione finanziaria di tutta la popolazione, e non solo dei risparmiatori, rimane un tema fondamentale per il Sistema Italia – commenta Diego Martone, Ceo di Demia che ha svolto l’indagine per Assogestioni – ed è sentito da tutti gli attori in campo. Professionisti e cittadini concordano, infatti, sul fatto che ancora vi siano troppe lacune nella conoscenza di prodotti, mercati, ma anche di termini e linguaggi utilizzati nel campo della finanza personale”.

 “Le scelte finanziarie sono tra le principali decisioni che gli individui prendono nel corso della vita. La maggior parte dei cittadini italiani, tuttavia, non possiede conoscenze sufficienti a prendere decisioni corrette o a richiedere supporto a professionisti qualificati”, afferma Jean-Luc Gatti, direttore comunicazione di Assogestioni.

Il Salone del Risparmio si svolgerà a Milano dal 2 al 4 aprile sul tema “Sostenibile, responsabile, inclusivo. La frontiera del risparmio gestito”: l’edizione di quest’anno è dedicata alle sfide future che le urgenze ambientali, la responsabilità sociale e la governance portano al centro dell’agenda delle istituzioni, dell’industria del gestito, dei consulenti e dei risparmiatori.

Secondo il Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane per il 2018, pubblicato dalla Consob a ottobre dello scorso anno in occasione del mese sull’educazione finanziaria, gli italiani ancora indietro nell’educazione finanziaria. Uno su due non sa definire nozioni finanziarie di base, meno di uno su cinque si orienta nel caso di concetti avanzati. Nel complesso, dice la Consob, “la cultura finanziaria delle famiglie italiane rimane contenuta”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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