Non piace all’Italia il sistema britannico di etichettatura nutrizionale basato sui semafori – verde, giallo e rosso sulla base del contenuto di sale, zucchero, grassi e grassi saturi presente in 100 grammi di prodotto. Il sistema della Gran Bretagna di etichettare gli alimenti con i semafori (adottato nel paese a giugno di quest’anno) ha sollevato infatti l’obiezione di agricoltori, consumatori e istituzioni italiane perché rischia di penalizzare il made in Italy. Il Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo porterà il problema nel prossimo Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura europeo.
Porterò il tema dell’‘etichetta a semaforo’ della Gran Bretagna all’attenzione del prossimo Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura, in programma lunedì 16 dicembre a Bruxelles – afferma il Ministro – Io sono favorevole alla trasparenza delle etichette, ma le indicazioni previste da questo sistema sono fuorvianti per i consumatori, semplicistiche e lesive del lavoro e della qualità delle nostre produzioni agroalimentari. Non staremo a guardare, l’Italia è pronta a rispondere. C’è già un largo schieramento di Paesi su questa stessa posizione e mi auguro che l’Unione europea riconosca le nostre ragioni in difesa delle produzioni di qualità. Non è in questo modo che si incoraggiano le persone ad avere una dieta equilibrata e non è così che si può contribuire a una corretta educazione alimentare”.
Secondo Coldiretti, il semaforo in etichetta varato dagli inglesi “mette ingiustamente a rischio circa 2,5 miliardi di export di prodotti made in Italy, dai formaggi ai salumi, fino all’olio d’oliva”. L’etichettatura nutrizionale varata dal Regno Unito, spiegano gli agricoltori, rappresenta “una scelta dettata dalla volontà di diminuire il consumo di grassi, sali e zuccheri ma che, non basandosi sulle quantità effettivamente consumate ma solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze, finisce per escludere paradossalmente dalla dieta alimenti come l’olio extravergine d’oliva e promuovere, al contrario, le bevande gassate senza zucchero, fuorviando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale. Il semaforo rosso penalizza, infatti, la presenza di materia grassa superiore a 17,5 grammi, quello giallo tra 17,5 grammi e 3 grammi e il verde fino a 3 grammi. Una scelta che è già stata adottata in molti supermercati e che, pur non essendo legge, mette ora in pericolo alcuni settori cardine dell’export made in Italy in Gran Bretagna”. A rischio ci sarebbero, dice Coldiretti, i salumi e le preparazioni di carni, i formaggi, compresi il Grana Padano o il Parmigiano Reggiano, l’olio d’oliva e i dolci.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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