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In tutta Europa le ferrovie stanno crescendo, in alcuni paesi c’è un aumento vertiginoso dei passeggeri, i prezzi sono più bassi, e il servizio migliore, laddove c’è concorrenza. L’efficienza e la qualità del servizio possono però ancora essere migliorate: basti pensare alle esigenze, ancora trascurate, delle persone con mobilità ridotta: il 19% degli europei non può prendere il treno per problemi di accessibilità e solo il 6% degli europei prende il treno almeno una volta a settimana. Questa la fotografia del mercato ferroviario europeo fatta dalla Relazione biennale della Commissione europea.
Il documento evidenzia che il settore ferroviario è in crescita ma può migliorare in diversi Stati e sottolinea l’importanza della concorrenza e delle gare d’appalto per migliorare i servizi prestati ai passeggeri, nonché l’uso del denaro dei contribuenti, dato che ogni anno le ferrovie europee ricevono sovvenzioni pubbliche per circa 36 miliardi di euro (quasi quanto ricavano dalla vendita dei biglietti). La relazione della Commissione europea conferma che, dalla metà degli anni Novanta, il trasporto passeggeri ha avuto un vero boom in paesi quali il Regno Unito (+70%), la Svezia (+42%), la Francia (+37%) e il Belgio (+26%) e sottolinea l’importanza dei servizi ad alta velocità che rappresentano un quarto dell’intero traffico dell’Unione europea.
Spiega la Commissione: “Il traffico internazionale di passeggeri è in crescita e i principali gruppi ferroviari europei stanno abbandonando la forma tradizionale del monopolio pubblico di proprietà dello Stato per internazionalizzarsi: oltre un quarto del loro fatturato è ormai generato al di fuori del paese di origine. Anche il segmento del trasporto merci per ferrovia è in crescita e genera al momento attuale quasi la metà del traffico da servizi transfrontalieri. I nuovi operatori del settore impiegano circa 120 000 persone e detengono già una quota di mercato del 21% nel trasporto passeggeri e del 28% nel trasporto merci”.
I prezzi sono più bassi, e il servizio migliore, dove c’è concorrenza. Qui la Commissione fa l’esempio della tratta ad alta velocità Roma-Milano: “I prezzi sulla tratta Roma-Milano, dove operano due imprese, sono dal 25% al 40% inferiori a quelli della linea Madrid-Barcellona, non ancora aperta alla concorrenza. La linea italiana ha frequenze doppie rispetto alla spagnola, a testimonianza di un rapporto positivo fra la frequenza del servizio e l’apertura alla concorrenza realizzata finora soprattutto sulle linee ad alta velocità e i servizi intercity di lunga distanza”.
Non sono tutte rose e fiori, però. Il settore ferroviario dipende ancora molto dalle sovvenzioni pubbliche e l’aumento del trasporto merci per ferrovia è ancora in ritardo. Potrebbe essere migliorata la soddisfazione per i viaggi in treno e le stazioni ferroviarie (che si attesta al 58%). Le ferrovie inoltre non stanno dando una risposta adeguata alle esigenze del persone con problemi di mobilità: il 19% degli europei non può prendere il treno per problemi di accessibilità e solo il 6% degli europei prende il treno almeno una volta a settimana. Le tariffe ferroviarie di molti servizi ad alta velocità continuano ad essere relativamente elevate, soprattutto in confronto ad alcune linee che sono state aperte alla concorrenza. Ancora: il 94% dei servizi di trasporto ferroviario di passeggeri sono servizi nazionali, costituiti per circa la metà da servizi pendolari. Le proposte della Commissione per un quarto pacchetto ferroviario, attualmente in fase di discussione, prevedono che gli Stati membri realizzino gare di appalto per l’assegnazione di questi servizi allo scopo di migliorarne la qualità e il rapporto qualità-prezzo. Per lo stesso motivo, il pacchetto prevede di aprire alla concorrenza le linee ad alta velocità e le linee intercity.
Sostiene Siim Kallas, Vicepresidente della Commissione e Commissario responsabile per i trasporti: “La ferrovia ha un potenziale enorme come modalità di trasporto ecologico e sostenibile. Ma perché il settore ferroviario dell’UE entri a pieno titolo nel 21° secolo sono necessarie misure incisive: semplificare le procedure di autorizzazione dei veicoli, aumentare gli investimenti nell’infrastruttura, intensificare la ricerca e l’innovazione, ma anche aprire alla concorrenza i mercati nazionali dei servizi intercity e indire sistematicamente gare di appalto per i contratti di servizio pubblico, come prevede il quarto pacchetto ferroviario”.

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