Agire ora per fermare i cambiamenti climatici. Associazioni, imprese e personalità di tutta Europa hanno lanciato un appello all’Unione europea perché riduca prima possibile le emissioni di gas serra, per limitare l’aumento della temperatura media globale entro 1.5°C. E al tempo stesso consideri una priorità la lotta al cambiamento climatico, con una serie di interventi che prevedono lo stop alle fonti fossili, il passaggio a un’economia circolare, la valorizzazione dell’efficienza energetica. L’ambiente torna in primo piano negli appelli lanciati dalla società civile in vista delle prossime elezioni.

A lanciare la Climate Action Call è il Climate Action Network Europe, la rete che riunisce diverse organizzazioni ambientaliste di 35 paesi dell’area europea. L’appello elenca cinque punti chiave per chiedere alla Ue e ai candidati alle europee azioni più incisive nella riduzione delle emissioni di gas serra, al fine di contenere l’aumento della temperatura media globale entro 1.5°C. Ed è stato lanciato a ridosso del vertice dei capi di Stato e di Governo dell’Ue in programma a Sibiu (Romania) il 9 maggio e a meno di venti giorni dalle elezioni europee, sulla scia anche della mobilitazione che sta portando in piazza i cittadini, soprattutto i più giovani, che chiedono politiche più ambiziose nel contrasto al cambiamento climatico. I firmatari della Climate Action Call chiedono quindi ai leader europei e ai candidati alle elezioni del nuovo Parlamento di dare una risposta concreta alle recenti mobilitazioni attraverso l’assunzione di impegni tangibili sul fronte dei cambiamenti climatici.    

L’appello esprime cinque richieste in particolare:

  • Accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030 e raggiungere il prima possibile l’obiettivo di zero emissioni nette.
  • Pianificare la cessazione dell’utilizzo delle fonti fossili e supportare gli interventi volti a favorire l’efficienza energetica, la diffusione delle energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni al di fuori del settore energetico.
  • Adottare adeguate misure sociali ed economiche per accompagnare la transizione ad un’economia low-carbon e aumentare il supporto ai paesi in via di sviluppo nella mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
  • Intensificare gli sforzi per promuovere l’economia circolare e l’efficienza nell’uso delle risorse.
  • Riconoscere la protezione della biodiversità e il risanamento degli ecosistemi come elementi centrali nell’azione climatica.

In Italia hanno aderito all’appello Italian Climate Network, Legambiente – i due membri italiani di CAN Europe –  e il Water Grabbing Observatory. “I prossimi anni saranno cruciali – ha dichiarato Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente – Per non superare la soglia critica di 1.5°C e raggiungere zero emissioni nette entro il 2040, come contributo europeo alla decarbonizzazione del pianeta entro la metà del secolo, serve avviare da subito una profonda trasformazione di tutti i settori dell’economia europea che avrà un forte impatto sociale. Sfida ambiziosa possibile solo con il pieno coinvolgimento dei cittadini europei, grazie a un nuovo contratto sociale, ovvero un Green New Deal Europeo, sostenuto con forza dai nuovi Parlamento e Commissione”.

“Secondo il recente rapporto dell’IPCC, senza un deciso cambiamento di rotta la soglia dei +1.5°C verrà raggiunta in soli 12 anni – ha dichiarato Riccardo Rossella, Coordinatore delle relazioni internazionali di Italian Climate Network – I nuovi Parlamento e Commissione Europea opereranno quindi in un quinquennio decisivo per la sfida climatica, dove l’UE è chiamata ad aumentare notevolmente i suoi impegni per raggiungere il più velocemente possibile l’obiettivo di zero emissioni nette”.

Una chiamata all’azione che chiede all’Europa più ambizione per il clima e rappresentati adatti a raccogliere la sfida: “L’emergenza climatica richiede parlamentari, capi di stato e istituzioni che siano all’altezza della sfida di decarbonizzare l’economia – afferma Marirosa Iannelli, Presidente di Water Grabbing Observatory – Questa chiamata all’azione diviene particolarmente significativa alle porte delle elezioni europee. Si tratterà tra scegliere una Commissione e un Parlamento in grado di raggiungere questi obiettivi oppure avere rappresentanti inadatti per questa grande sfida. L’Europa deve aumentare l’ambizione per il clima, implementare misure di adattamento e riduzione del rischio, sostenere l’economia circolare, e acquisire un ruolo centrale nel supporto ai paesi in via di sviluppo per mitigazione e adattamento al cambiamento climatico”.

 

Notizia pubblicata il 08/05/2019 ore 11.09

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)