Eurovita, Confconsumatori ai risparmiatori: richiedere copia dei contratti, ma niente panico

Eurovita, Confconsumatori ai risparmiatori: richiedere copia dei contratti, ma niente panico (foto Pixabay)

Eurovita, Confconsumatori ai risparmiatori: richiedere copia dei contratti, ma niente panico

Confconsumatori interviene nuovamente sul “caso Eurovita”, invitando i risparmiatori alla calma a seguito versamento di Cinven, un segnale incoraggiante. L’associazione consiglia di richiedere copia dei contratti per avere consapevolezza rispetto alla propria posizione e a eventuali rischi

Si continua a parlare del caso Eurovita; sono tantissimi, infatti, i risparmiatori confusi e preoccupati per il commissariamento della Compagnia, che si chiedono in che modo devono affrontare la situazione, al fine di ridurre eventuali rischi. Confconsumatori, dunque, interviene nuovamente con ulteriori chiarimenti e informazioni per gli investitori, anche alla luce del recentissimo versamento di Cinven, che rappresenta un segnale incoraggiante per gli investitori.

L’associazione, nel confermare la fiducia nell’azione di Ivass e nella possibilità che la vicenda si risolva positivamente, ritiene che, al momento, “nessuna azione giudiziale avrebbe alcun senso“. Allo stesso tempo, però, poiché gli eventuali rischi si differenziano in base al tipo di polizza acquistata, l’associazione consiglia di “richiedere una copia del contratto, per avere piena consapevolezza della propria posizione e delle tutele previste in caso (ad oggi molto remoto) di liquidazione coatta amministrativa”.

Infine, Confconsumatori ricorda che, oltre alle tutele previste dal Codice delle Assicurazioni, esiste sempre la possibilità di valutare la correttezza dell’operazione di acquisto per coloro che hanno comprato tramite intermediario.

Caso Eurovita, Confconsumatori: ci sono segnali positivi per i risparmiatori

L’avvocato Antonio Pinto, responsabile del settore assicurativo di Confconsumatori (che abbiamo intervistato qui), interviene nuovamente per rassicurare i titolari di polizze Eurovita preoccupati.

“L’intervento dell’Ivass è garanzia che si faccia chiarezza sulla reale situazione patrimoniale di Eurovita – spiega l’Avv. Pinto – È probabile che si trovi una soluzione positiva con la ricapitalizzazione della Compagnia, vista anche la notizia odierna del versamento di 100 milioni di euro dal socio Cinven in aumento capitale”.

“Il fatto che gli attivi a copertura siano di poco inferiori alla soglia minima imposta da Solvency – prosegue – significa che i mezzi patrimoniali della compagnia sono ancora positivi. Ivass chiede che i livelli patrimoniali vengano alzati per tollerare rischi futuri, ma comunque oggi gli attivi patrimoniali che risultano dal bilancio appaiono sufficienti a fronteggiare i passivi“.

Inoltre il presidente di Confconsumatori Marco Festelli invita a “non farsi prendere da un panico ingiustificato”.

“Di certo non ha senso giuridico, oggi, avviare cause contro nessuno – spiega Festelli. – Una cosa che invece appare utile è quella di richiedere a chi ci ha venduto la polizza, la documentazione contrattuale completa, così da avere piena consapevolezza di quello che si è firmato e di quale sia il contenuto effettivo della polizza. Questo consente di avere già i dati utili per il futuro qualsiasi cosa accada. Inoltre, sulla base dei documenti di contratto si potrà verificare se la propria polizza rientra fra quelle escluse dal perimetro della sospensione dei riscatti, come le polizze previdenziali ramo I, quelle per eventi di rischio già realizzato, o scadute prima del 6 febbraio, che possono essere già oggi escusse senza nessun problema”.

In tal senso, Confconsumatori ha predisposto modelli di lettera reclamo per i propri associati, con cui richiedere i documenti contrattuali completi.

Le polizze previdenziali ramo I e le polizze vita ramo I e III

L’associazione spiega, quindi, le differenze tra le polizze, al fine di informare correttamente i risparmiatori, anche in merito all’esistenza o meno di eventuali rischi.

 

caso eurovita
Foto Pixabay

 

Le polizze previdenziali ramo I sono i prodotti più sicuri e fuori dal perimetro della sospensione dei riscatti. – spiega Confconsumatori. – Infatti, nell’ambito di Piani Individuali Pensionistici o Fondi pensione aperti (in base al D. Lgs. 5.12.05 n.252, art.4) possono essere usate polizze assicurative vita di ramo I per costituire i fondi pensione istituiti da Compagnie assicurative.

“In tal caso, – spiega Antonio Pinto – queste polizze possono avere la struttura di un patrimonio separato e autonomo a cui si applica l’art. 2117 Cod. Civ. e, quindi, quei fondi non sono per nulla aggredibili dai creditori della Compagnia e sono vincolati a ripagare i sottoscrittori delle polizze vita con contenuto previdenziale”.

Per le polizze vita ramo I, sia pure investite in gestioni separate, così come per le ramo III (polizze unit linked e index linked che investono in prodotti finanziari) – prosegue l’associazione – occorre chiarire che la separazione dal patrimonio della Compagnia è solo contabile, ossia non vi è un’autonomia patrimoniale della gestione separata, per cui gli attivi a copertura degli obblighi verso gli assicurati rientrano nel patrimonio complessivo della Compagnia.

In caso di liquidazione coatta amministrativa, tali investitori avrebbero la priorità, subito dopo le spese della procedura stessa, in proporzione alle riserve matematiche accantonate dalla Compagnia.

Come spiega Antonio Pinto, “Il vantaggio sia per i risparmiatori che hanno una polizza vita investita in una gestione separata (ramo I) o in una polizza vita di natura finanziaria (ramo III) è che godono di una priorità sancita dal Codice delle Assicurazioni in caso di liquidazione coatta amministrativa (ad oggi però non sussistono i presupposti) in base agli art. 258 e 260 del Codice delle Assicurazioni. Questo dato è positivo ma, per correttezza e completezza, deve esser considerato anche che all’art.258 comma 6 del Codice è chiarito che al pagamento dei crediti dei titolari di polizze vita va anteposto il pagamento di tutte le spese sostenute nel periodo della procedura di LCA, come ad es. gli stipendi dei dipendenti, i compensi degli organi e dei professionisti che lavorano durante la procedura ed altre spese che sono in prededuzione rispetto a tutto il resto e quindi ovviamente incidono sul quantum delle restituzioni, visti anche i tempi lunghi di queste procedure”.

Caso Eurovita, la responsabilità degli intermediari

Confconsumatori, infine, ricorda – per chi non ha acquistato direttamente – che la Direttiva IDD del 2018 fissa espressamente le tutele per i clienti che comprano da un intermediario.

“Peraltro – spiega ancora Antonio Pinto – la Giurisprudenza è univoca fin dal caso delle polizze con sottostante Lehman Brothers, nell’affermare che le polizze con sottostante prodotto finanziario vanno assimilate – quanto a tutela del cliente – ai clienti che comprano direttamente un prodotto finanziario e pertanto si applicano le norme di tutela anche a loro, con la conseguenza che andrà verificato se l’intermediario ha rispettato gli obblighi informativi e di adeguatezza. Sulla base di quanto innanzi, il risparmiatore potrà inviare un reclamo alla banca o altro intermediario che gli ha venduto la polizza e costituirlo in mora interrompendo qualsiasi termine prescrizionale”.


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