Fake news: se ne parla tanto, se ne parla sempre più spesso, se ne parla anche a sproposito. Il problema delle false informazioni, delle informazioni fuorvianti, delle vere e proprie bufale, o della propaganda – sotto l’ombrello di “fake” sono finiti tanti fenomeni anche diversi fra loro – è entrato a far parte della campagna elettorale, del gergo giornalistico e delle preoccupazioni legate alla diffusione della disinformazione online, sul web e sui social. Ma gli italiani sanno riconoscere una fake news? La maggioranza in realtà non le sa riconoscere, dice di non essersi mai imbattuto in una falsa notizia o confessa la difficoltà di capire quando una notizia è falsa.

A dirlo è un approfondimento di Eumetra, istituto di ricerca sociale e di mercato, a firma di Renato Mannheimer. Il 9% degli italiani, quasi  uno su dieci, dice espressamente che è difficile capire quando una notizia è falsa. Alla domanda, rivolta a chi usa internet, su quanto spesso si incontrino fake news, la maggioranza dichiara di non essersi più di tanto imbattuta in notizie false: il 44% degli intervistati risponde di incontrarle spesso o qualche volta (rispettivamente 13% e 31%) ma una buona percentuale dice di non averle riscontrate mai o quasi mai (rispettivamente 29% e 18%), mentre il 9% ammette che “è difficile capire quando una notizia è falsa”.

L’approfondimento correla poi l’atteggiamento nei confronti delle fake news all’orientamento nelle intenzioni di voto per le prossime elezioni politiche. E propone una spiegazione legata al diverso atteggiamento dei futuri elettori del Pd e del Movimento 5 Stelle, legato (questa l’ipotesi) al fatto che per il Pd il tema è entrato a far parte dell’agenda e degli argomenti della campagna elettorale, mentre per i 5 Stelle assume peculiarità la rete di siti e social usati per informarsi. Nel dettaglio, si legge nel blog di Eumetra: “Emerge infatti che all’interno dell’elettorato del Pd le “bufale” sono oggetto di maggior attenzione relativa: afferma di averle notate il 50% dei votanti per il partito di Renzi. Ciò può dipendere forse anche dai sempre più frequenti riferimenti al fenomeno che, specie negli ultimi giorni, il segretario del Pd ha pronunziato al riguardo (nel discorso conclusivo alla “Leopolda”, le ha inserite nei temi della campagna elettorale, annunciando addirittura un rapporto quindicinale sul tema)”. Sull’altro versante, il 51% di chi intende votare il Movimento dichiara di rilevare poco o per niente il fenomeno delle fake news. Questa circostanza, dice Eurometra, può essere legata al fatto che i canali informativi cui gli elettori del 5 Stelle ricorrono più spesso sono i siti stessi del Movimento e gli  “amici” su Facebook o Twitter verso i quali, dice Eumetra, “si nutre una fiducia spesso acritica. C’è, insomma, una sorta di “bolla informativa”, con una presenza prevalente di fonti che può portare talvolta a sottovalutare il grado di veridicità delle singole notizie”.


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