L’ipotesi di togliere l’obbligo della presenza del farmacista nelle parafarmacie non piace per nulla alla federazione che le rappresenta. Si inaspriscono dunque gli animi tra la Ferderfarma e la FNPI di fronte al nuovo tentativo del sindacato dei titolari di farmacia di far chiudere le parafarmacie introducendo in Italia il drugstore dei farmaci. “Ci avevano provato con il disegno di legge Gasparri-Tomassini e con numerosi emendamenti nei più svariati disegni di legge. Ci provano ancora una volta sperando nell’accondiscendenza di alcuni parlamentari Pd”, dichiara la federazione delle parafarmacie.

parafarmaciaSecondo la FNPI, il progetto allo studio del sindacato dei farmacisti sarebbe quello di concedere la vendita in tutti gli esercizi commerciali di pochi farmaci senza il farmacista “in cambio” della chiusura delle parafarmacie e il conseguente aumento della disoccupazione per la categoria.  

L’ipotesi che prevede di incentivi economici alle farmacie che dovessero decidere di assumerli una volta rimasti senza lavoro è irricevibile”, ha commentato Davide Gullotta, presidente FNPI (quotidianosanita.it). “Le strade da percorrere per trovare una soluzione a favore dei farmacisti titolari di parafarmacia ci sono, ma di certo non sono queste: chi da farmacista ha investito sulla propria laurea e professione necessita di certezze e di essere valorizzato e non lasciato in balia dei titolari di farmacia”.

Immediata la replica della presidente di Federfarma, Annarosa Racca:”Da sempre sosteniamo che quella delle parafarmacie sia un’anomalia tutta italiana e che il canale naturale per i farmacisti sia solo quello delle farmacie. Detto questo, le ipotesi allo studio non sono quelle commentate da Gullotta ma altre, quali ad esempio la possibilità di poter vendere specifici farmaci da banco di uso comune, anche al di fuori delle farmacie, e senza la presenza obbligatoria di un farmacista”.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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