La bolletta ogni 28 giorni decisa dalle aziende di telefonia e tlc è una vera gallina dalle uova d’oro. Perché se pure le società di tlc che hanno adottato la tredicesima mensilità saranno multate dall’Agcom, la sanzione non sarà mai paragonabile al fatturato che si stanno dividendo: almeno 1 miliardo 190 milioni di euro di maggiori ricavi da rete fissa, internet e sim per cellulare con abbonamento. La cifra è stata rivelata da La Repubblica, che cita uno studio interno dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ancora riservato.

Cosa può fare il consumatore di fronte a tutto questo? Di “consumatori danneggiati e intrappolati” parla l’Adoc, che sottolinea come gli utenti siano di fatto in trappola per mancanza di concorrenza. Se tutti gli operatori aumentano il costo del servizio – la nuova fatturazione accumuna Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb – al consumatore non rimane altra scelta che quella di rinunciare al telefono. Impraticabile. Questo però potrebbe spiegare anche perché non ci sia stato finora il fuggi fuggi dalle aziende di tlc che hanno adottato la tredicesima mensilità. “Se tutti gli operatori di telecomunicazioni adottano lo stesso sistema di fatturazione, a danno dei consumatori, questi ultimi sono letteralmente in trappola, non avendo alternative valide se non quella, provocatoria, di rinunciare all’uso dello smartphone”, dice l’Adoc.

“I consumatori non sono né pigri né disattenti, ma sono intrappolati in un mercato non concorrenziale, dove tutti gli operatori applicano la stessa tipologia di fatturazione – ha detto il presidente Adoc Roberto Tascini– l’unica arma a disposizione del consumatore, quando subisce una modifica unilaterale del contratto, è esercitare il diritto di recesso per passare ad un altro operatore. Ma se tutti gli operatori hanno provveduto ad aumentare i costi del servizio, mascherandoli dietro al cambio di fatturazione, quest’arma è spuntata, per non dire inutile”.

Quale potrebbe essere la risposta, se si esclude quella “non percorribile” di rinunciare al telefono e allo smarphone? Spiega l’Adoc: “È necessario un intervento legislativo che sancisca innanzitutto il principio dell’invarianza di spesa per il consumatore a fronte di ogni modifica della tempistica di fatturazione. Un cambio di fatturazione dovrebbe, infatti, essere necessariamente basato su una riproporzione delle precedenti condizioni economiche, il consumatore non deve subire variazioni dei costi sostenuti. Altrimenti, come in questo caso, stiamo parlando di un aumento nascosto. Occorre poi allargare la platea di operatori nel mercato, al fine di stimolare la concorrenza e favorire i consumatori. Il fatto che il mercato delle telecomunicazioni sia in mano a poche aziende rende estremamente complicato per il consumatore cambiare operatore ed estremamente facile per questi ultimi porre in essere una sorta di “cartello” e godere di rendite di posizione”.

Per l’Adoc occorre inoltre prevedere un nuovo e maggiore potere d’intervento per l’Agcom. Spiega Tascini: “L’Agcom non solo deve poter sanzionare in modo più incisivo gli operatori ma deve poter intervenire prima che gli stessi mettano in atto comportamenti penalizzanti i consumatori, ad esempio sarebbe opportuno che l’Autorità possa esprimere un parere vincolante prima dell’applicazione delle modifiche unilaterali del contratto da parte degli operatori, in modo da bloccare sul nascere ogni danno a carico degli utenti. Altrimenti ci troviamo come nella situazione attuale, con i consumatori danneggiati e intrappolati.”

 

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

1 thought on “Fatturazione a 28 giorni, Adoc: “Consumatori danneggiati e intrappolati”

  1. La politica dei gestori TLC è quella del marchese del Grillo (v. Sordi) “Io sono IO e voi non siete un c…..”. Per questo ogni decisione di modifica unilaterale dei contratti è particolarmente odiosa ed inaccettabile se si ritiene di non dover o poter essere inquadrato quale …… membro del gregge. Ragion per la quale la possibilità di modifica unilaterale di un contratto va abolita: ogni contratto (v.si C.C.) deve essere vincolante per entrambe le parti per tutta la sua durata contrattuale; alla fine di questa mi si può proporre qualsiasi variazione in termini di prezzo, durata o … quant’altro, ma mai la modifica dei tempi di fatturazione che devono rimanere inalterati per le giuste ragioni esposte dalle associazioni dei consumatori, nonché per ragioni …. naturali; diversamente sarebbero propedeutici di ulteriori, future variazioni … trisettimanali, bisettimanali o …..

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