Il biologico come risposta ai continui allarmi creati dall’inquinamento ambientale e alla minaccia dei pesticidi usati nell’agricoltura industriale: questa la proposta che FederBio, la Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, rivendica oggi in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente. L’agricoltura bio, dunque, come direttrice per il futuro, capace di tutelare suolo, biodiversità e salute umana. E di garantire qualità e sicurezza alimentare.

Dice il presidente FederBio Paolo Carnemolla: “Vogliamo cogliere l’occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente per evidenziare come l’agricoltura biologica rappresenti la vera alternativa all’agricoltura industriale e per sottolineare come il nostro Paese sia sempre più cosciente delle potenzialità e dei benefici associati al metodo bio”.

“L’Italia – prosegue – è il sesto Paese al mondo per superficie sottratta all’uso dissennato della chimica in agricoltura, il nono per incidenza dell’agricoltura biologica rispetto a quella complessiva e per tasso d’incremento delle superfici biologiche. Una consapevolezza e un’attenzione che passa anche attraverso le scelte dei consumatori, nell’ultimo anno l’83% delle famiglie italiane ha acquistato almeno un prodotto bio (AssoBio/Nielsen)”.

L’agricoltura biologica viene dunque proposta come alternativa valida in grado di tutelare l’ambiente e la sicurezza alimentare. FederBio snocciola in particolare i dati legati alla presenza dei pesticidi nell’ambiente e sugli alimenti: sono 224 i pesticidi trovati dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale in oltre il 60% delle acque superficiali e in oltre il 30% di quelle profonde. Questi degradano l’ambiente e contaminano i prodotti alimentari, mentre le pratiche seguite dagli allevamenti intensivi finiscono per aumentare l’antibiotico-resistenza causata dall’abuso di farmaci fra gli animali da allevamento. Ricorda FederBio: “Dalle rilevazioni condotte nel 2015 da ARPA, ASL e Istituti Zooprofilattici, è emersa la presenza di pesticidi nel 66.1% della frutta e nel 30,9% degli ortaggi. L’inquinamento degli alimenti è un problema sempre più concreto, e proprio in questi giorni, è al centro del dibattito europeo per la contaminazione del glifosato, potente erbicida, sulla cui cancerogenicità le autorità competenti hanno espresso pareri discordi, che è stato riscontrato nelle urine del 100% delle 14 donne incinte sottoposte dalle analisi condotte dal mensile dei consumatori Il Salvagente”.

La sigla rivendica poi la bontà del cibo bio. “Il rapporto scientifico commissionato l’anno scorso dal Parlamento europeo ha evidenziato che il consumo di cibo biologico è correlato alla riduzione del rischio di malattie allergiche e di obesità e alla diminuzione degli effetti negativi sullo sviluppo cognitivo e neurologico dei bambini causati dagli attuali livelli di esposizione a insetticidi, durante la gravidanza e l’infanzia”.

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