L’attuazione di un sistema si segnalamento ferroviario nell’intero territorio dell’Ue ha registrato finora scarsi progressi e procede in maniera disomogenea. Secondo una nuova relazione della Corte dei conti europea, infatti, molti gestori dell’infrastruttura e molte imprese ferroviarie sono riluttanti a investire nel sistema a causa della spesa che ciò comporta e della mancanza, per ciascuno di essi, di una giustificazione economica. Il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS) è stato concepito per sostituire i diversi sistemi di segnalamento ferroviario esistenti in Europa con un sistema unico.

L’ERTMS permetterebbe ai treni di viaggiare senza interruzioni attraversando paesi diversi e che promuova la competitività del trasporto su rotaia. Per coadiuvare gli Stati membri nell’attuazione del sistema, fra il 2007 e il 2013 sono stati stanziati dal bilancio dell’UE circa 1,2 miliardi di euro.

La situazione attuale mette a rischio non solo il conseguimento dei valori-obiettivo di realizzazione fissati per il 2030 e gli investimenti effettuati finora, ma anche il completamento dello spazio ferroviario unico, che costituisce uno dei principali obiettivi strategici della Commissione europea”, ha dichiarato Ladislav Balko, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “Inoltre, può incidere negativamente anche sulla competitività del trasporto ferroviario rispetto al trasporto di merci su strada”.

Nonostante la decisione politica strategica di installare un sistema di segnalamento unico in tutta l’UE, non è stata effettuata nessuna stima dei costi complessivi per determinare l’entità dei finanziamenti necessari e le loro fonti. Gli obblighi giuridici introdotti non coprono la dismissione dei sistemi nazionali, e non sempre sono allineati alle scadenze e alle priorità della politica dei trasporti dell’UE.

La Corte formula una serie di raccomandazioni rivolte alla Commissione europea, agli Stati membri e all’Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie per quanto concerne la valutazione dei costi di attuazione, la dismissione dei sistemi di segnalamento nazionali; la convenienza economica per i singoli gestori dell’infrastruttura e le singole imprese ferroviarie; la compatibilità e stabilità del sistema; il ruolo e le risorse dell’Agenzia dell’Unione europea per le ferrovie; l’allineamento dei piani nazionali di implementazione, il monitoraggio e l’applicazione; un miglior assorbimento dei fondi UE per i progetti di segnalamento ferroviario e un migliore indirizzamento dei finanziamenti dell’UE.


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