Le cicogne non amano molto volare su nostro Paese. A dirlo non sono le associazioni ambientaliste ma i recenti dati dell’Istat sulla natalità in Italia. Dal rapporto sui principali indicatori demografici presentato lo scorso 6 marzo, risulta una diminuzione delle nascite che supera il livello minimo registrato nel 2015 (486mila nuovi nati). Nello scorso anno, a riempirsi sono state infatti solo 474mila culle. L’Istituto d Statistica calcola che ogni donna mette al mondo nel corso della sua vita non più di 1,34 figli (nel 2015 la fecondità era di 1,35 figli). Il motivo principale secondo i risultati prodotti dalle formule matematiche e dagli indici è legato al calo delle donne in età feconda per le italiane e al processo d’invecchiamento per le straniere.

bebèUn altro motivo importante che pesa sulla volontà di avere un bambino da parte di molte coppie riguarda il portafoglio. Sì perché, è inutile prendersi in giro: crescere un bimbo costa, e pure tanto. I dati forniti dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui costi relativi al mantenimento di un figlio nel primo anno di vita chiariscono un po’ lo scenario che si prospetta ai neo-genitori.

Calcolatrice alla mano, mantenere un bambino nei primi 12 mesi emerge un costo che può variare da un minimo di 7.072,90 € ad un massimo di 15.140,76 €, con un aumento medio dell’1,1% rispetto al 2016.

La “botta” più consistente viene dai bisogni primari del bambino: latte e pappine varie e la loro naturale conseguenza, ossia pipì o pupù. Per il cibo si calcola una spesa che può variare da 1.728 euro a 3.696, mentre per i pannolini si parte da un minimo di 732 euro fino a 1.104.

Bisogna poi considerare che in 12 mesi, il piccolo di casa aumenta le sue dimensioni ad un ritmo velocissimo e l’abbigliamento deve seguire questo andamento. Ecco quindi che per vestiti e scarpe mamme e papà possono arrivare a spendere anche fino a 2.892 euro.

E poi ci sono i vaccini e le visite mediche che assorbono un budget che oscilla tra i 732 e i 1.104 euro.

lattePaura? Tranquilli, i modi per risparmiare ci sono.

Il metodo più diffuso per abbattere i costi è il prestito tra familiari e amici ma va molto di moda anche lo scambio tra sconosciuti. A questo scopo sono nati, infatti, diversi gruppi su internet e sui social network, dove scambiare oggetti, accessori, o anche semplici consigli all’insegna del risparmio e del riuso.

In occasione della nascita, inoltre, parenti, amici e conoscenti vengono spesso in aiuto con regali utili. In questi casi è una buona abitudine predisporre una “lista dei desideri”: aiuterà i neogenitori ad eliminare l’eventualità di ricevere doppioni o oggetti indesiderati, agevolerà anche la scelta di chi deve fare il regalo. Per il corredo (lettini, fasciatori, box, ecc.) non è da sottovalutare, inoltre, il mercato dell’usato, anche online!

Molte coppie per risparmiare dal punto di vista dello spazio, oltre che da quello della spesa, decidono di sostituire il passeggino, la carrozzina e l’ovetto per l’auto, con i cosiddetti “tris”, cioè carrozzine che, a seconda di come vengono regolate, si trasformano in passeggino e in ovetto. Questa tipologia di accessori possono costare tra 396 e 718 euro.

Fortunatamente, esistono alcune forme di sostegno economico studiate per aiutare le famiglie ad affrontare i costi del mantenimento di un figlio. Forse non saremo ancora ai livelli dei paesi del Nord Europa ma è pur sempre qualcosa.

Tanto per cominciare è confermato il bonus bebè, per i bambini nati tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, per le famiglie con un reddito Isee al di sotto dei 25mila euro annui.

Novità del 2017 è il premio alla nascita o premio mamma domani. Consiste in un premio una tantum da 800 euro concesso alle future mamme al settimo mese di gravidanza, valido dal 1° gennaio 2017.

Nel 2017 sarà disponibile inoltre il Bonus nido: pari a 1.000 euro l’anno, corrisposti in 11 mensilità, destinati al pagamento delle rette dell’asilo nido. Il bonus vale per i bambini nati dal 2016 e potrà essere percepito per al massimo tre anni. In alternativa, esistono i voucher asilo nido e baby sitter. Si tratta di un’agevolazione di 600 euro al mese (totale 3.600 euro) un massimo di sei mesi, che spetta alle mamme lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata INPS, che tornano al lavoro dopo la maternità obbligatoria o alle lavoratrici autonome non parasubordinate (non iscritte alla gestione separata INPS) e alle imprenditrici.

Bisognerà invece aspettare la fine di marzo per poter usufruire di un’altra agevolazione, il fondo crediti nuovi nati destinato a fornire garanzie sui piccoli prestiti concessi alle famiglie che avranno o adotteranno un figlio a partire dal 2017. Questo fondo di credito è pensato per i bambini – sia nati che adottati – durante i tre anni dal 2015 al 2017 (dunque dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017). La misura è stata approvata in via definitiva con la Legge di Stabilità 2017, ma è necessario attendere la circolare dell’INPS che spiegherà nei dettagli le modalità con cui accedere al prestito.


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