Foie gras, Animal Equality: 42 parlamentari insieme per contrastare l'alimentazione forzata (Fonte immagine Animal Equality Italia)

Il foie gras, al centro della controversia che coinvolge politici, attivisti per i diritti degli animali e governi europei, torna a far parlare di sé; infatti, quarantadue parlamentari si sono uniti alle principali organizzazioni per la protezione degli animali, tra cui Animal Equality, Animalisti Italiani, ENPA, Essere Animali, LAV, LNDC Animal Protection e OIPA, per chiedere al governo di sostenere un divieto europeo dell’alimentazione forzata nel processo della sua produzione.

Background sul foie gras

L’alimentazione forzata, oltre ad essere una pratica crudele e dolorosa, comporta l’ingestione forzata di grandi quantità di mangime attraverso l’uso di un tubo metallico inserito nella gola degli animali, principalmente anatre e oche. Questo processo causa soffocamento, danni esofagei e gravi problemi di salute, tra cui la steatosi epatica, un accumulo eccessivo di grasso nel fegato che porta ad un aumento considerevole del suo peso.

In Italia l’alimentazione forzata nell’industria del foie gras è stata vietata dal 2007, con il consumo di questo prodotto che rappresenta solo l’1% di quello francese, il principale produttore e consumatore mondiale. Tuttavia, in altri paesi europei, come Francia, Ungheria, Bulgaria, Spagna e la regione belga della Vallonia, questa pratica è ancora permessa, nonostante le crescenti preoccupazioni per il benessere degli animali.

Piccoli passi verso la costituzione di un divieto europeo sull’alimentazione forzata

Le organizzazioni per la protezione degli animali hanno richiesto al governo italiano di sostenere una proposta di divieto europeo dell’alimentazione forzata nel foie gras, in linea con i principi di rispetto e protezione degli animali. Numerosi politici italiani di diversi schieramenti hanno risposto all’appello, presentando interrogazioni, interpellanze e mozioni parlamentari per sollecitare un’azione concreta da parte del governo italiano a livello europeo.

Il deputato Stefano Vaccari (PD) ha presentato un’interrogazione in Commissione Agricoltura sottoscritta da tutti i membri PD della Commissione stessa, mentre la deputata Maria Chiara Gadda di Italia Viva (IV) ha presentato un’interrogazione parlamentare sottoscritta dalla deputata Isabella De Monte (IV). La senatrice Susanna Cherchi (M5S) ha presentato un’interpellanza urgente sottoscritta da altri 20 deputati M5S, mentre la senatrice Gisella Naturale (M5S) ha presentato una mozione parlamentare, sottoscritta da 14 senatori M5S.

Il sostegno politico a questa causa è stato enfatizzato dalla senatrice Dolores Bevilacqua, che ha sottolineato l’importanza di rendere il benessere degli animali una priorità per i paesi civili: “il benessere animale dovrebbe essere una priorità per i Paesi civili e saremmo tutti orgogliosi di un’Italia capofila in Europa nel contrasto a pratiche spesso assimilabili alla tortura, come l’alimentazione forzata”.

Altri politici, tra cui la senatrice Alessandra Maiorino (M5S) e i deputati Alessandro Caramiello e Sergio Costa (M5S), hanno espresso il loro supporto attraverso comunicati stampa e sui social media.

Prossime tappe

“In Europa l’alimentazione forzata non può più essere consentita: migliaia di animali sfruttati per produrre foie gras devono essere preservati da questa pratica crudele e vergognosa rispettando la volontà della maggior parte dei cittadini italiani (84%) ed europei (88%) che, secondo l’Eurobarometro 2023, desiderano che il benessere degli animali allevati a scopo alimentare sia maggiormente tutelato. Il governo italiano non si volti dall’altra parte ma scelga di fare la sua parte per gli animali”, affermano le organizzazioni.

Il governo italiano è ora chiamato a sostenere attivamente la richiesta di divieto europeo dell’alimentazione forzata nel foie gras, facendo la sua parte per porre fine a questa pratica crudele e rispettando la volontà dei suoi cittadini e dei cittadini europei. La mobilitazione dei quarantadue parlamentari italiani e il sostegno delle organizzazioni per la protezione degli animali costituiscono un piccolo passo avanti nella lotta per il rispetto e la dignità degli animali nell’industria alimentare.


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