Don Chisciotte della Mancia può presentare solo i formaggi Dop, quelli tutelati dal disciplinare. Cosa c’entra de Cervantes col formaggio? Il popolare cavaliere, o meglio il disegno di un cavaliere che assomiglia a Don Chisciotte, viene usato da alcuni formaggi che in Spagna non sono tutelati dal disciplinare della Doc. E secondo la Corte di giustizia della Ue, l’uso di segni figurativi che evocano l’area geografica alla quale è collegata una denominazione d’origine protetta può rappresentare una evocazione illegittima. Il marchio Dop va tutelato anche rispetto a disegni e parole che evocano nella mente dei consumatori l’area geografica cui la Dop è collegata, in questo caso la regione La Mancia in Spagna.

La questione è stata portata in sede europea dalla Corte suprema spagnola. Riguarda il caso sollevato dalla Fondazione che gestisce i formaggi Dop “queso manchego” (lavorati nella regione La Mancia con latte di pecora e nel rispetto del disciplinare) nei confronti dell’azienda Industrial Quesera Cuquerella SL (IQC). Quest’ultima commercializza tre dei suoi formaggi utilizzando etichette che contengono il disegno di un cavaliere che assomiglia alle raffigurazioni abituali di Don Chisciotte della Mancia, di un cavallo magro e di paesaggi con mulini a vento e pecore, nonché i termini «Quesos Rocinante» («Formaggi Ronzinante»).

Sono immagini e parole che evocano il Don Chisciotte della Mancia, ma i formaggi in questione non sono compresi nella Dop “queso manchego”. La Fondazione di tutela della Dop ha dunque proposto un ricorso perché fosse dichiarato che le etichette utilizzate per identificare e commercializzare i tre formaggi, che non sono protetti dalla DOP «queso manchego», nonché l’utilizzo di quei termini implicano una violazione della DOP in questione in quanto evocazione illegittima della denominazione d’origine protetta.

I giudici spagnoli di primo e di secondo grado hanno ritenuto che i segni e le denominazioni utilizzati da IQC per commercializzare i formaggi evochino la regione La Mancia, ma non necessariamente il formaggio «queso manchego» protetto dalla DOP. Il Tribunal Supremo si è dunque rivolto alla Corte di giustizia.

Oggi la Corte considera che “l’evocazione di una denominazione registrata può derivare dall’uso di segni figurativi”. Prima di tutto perché il regolamento europeo relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari prevede la protezione delle denominazioni registrate contro “qualsiasi evocazione”.

“Il criterio determinante per stabilire se un elemento evochi la denominazione registrata è quello di accertare se tale elemento possa richiamare direttamente nella mente del consumatore, come immagine di riferimento, il prodotto che beneficia di tale denominazione – spiega la Cgue –  La Corte aggiunge che l’obiettivo di garantire che il consumatore disponga di un’informazione chiara, succinta e credibile sull’origine del prodotto è meglio garantito se la denominazione registrata non può essere oggetto di un’evocazione per mezzo di segni figurativi. Spetterà al giudice nazionale valutare, in concreto, se i segni figurativi in questione siano idonei a richiamare direttamente nella mente del consumatore i prodotti che beneficiano di una denominazione registrata”.

Secondo la Corte, “l’utilizzo di segni figurativi che evocano l’area geografica alla quale è collegata una denominazione d’origine può costituire un’evocazione della medesima anche nel caso in cui i segni figurativi siano utilizzati da un produttore stabilito in tale regione, ma i cui prodotti, simili o comparabili a quelli protetti da tale denominazione d’origine, non sono protetti da quest’ultima”. Questo perché il regolamento non prevede deroghe in favore di un produttore stabilito in un’area geografica corrispondente alla Dop e i cui prodotti sono simili, anche senza essere protetti dalla denominazione d’origine. I giudici spagnoli, in sostanza, dovranno esaminare se esiste “una vicinanza concettuale, sufficientemente diretta e univoca, tra i segni figurativi utilizzati da IQC e la DOP «queso manchego», che rinvia all’area geografica alla quale essa è collegata, vale a dire la regione La Mancia. Il giudice nazionale dovrà assicurarsi che tali segni figurativi, in particolare quelli che rappresentano un cavaliere che assomiglia alle raffigurazioni abituali di Don Chisciotte della Mancia, un cavallo magro e paesaggi con mulini a vento e pecore, siano in grado di creare una vicinanza concettuale con la DOP «queso manchego», di modo che il consumatore avrà direttamente in mente, come immagine di riferimento, il prodotto che beneficia di tale DOP”.

E a quale consumatore informato e ragionevolmente attento si fa riferimento? Solo al consumatore spagnolo o a quello europeo? Per la Corte di giustizia della Ue, bisogna riferirsi “a un consumatore europeo, compreso un consumatore dello Stato membro in cui si fabbrica e si consuma maggiormente il prodotto che dà origine all’evocazione della denominazione protetta o a cui tale denominazione è associata geograficamente”. La giustizia spagnola dovrà dunque valutare se gli elementi figurativi e denominativi relativi al prodotto, il formaggio fatto e consumato soprattutto in Spagna, “evochino nella mente dei consumatori di tale Stato membro l’immagine di una denominazione registrata, che dovrà, in tal caso, essere protetta contro un’evocazione che avrebbe luogo nell’intera Unione”.

 

Notizia pubblicata il 02/05/2019 ore 16.37

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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