Mancato rispetto delle regole sulla garanzia legale di conformità sui prodotti non alimentari: questa la pratica commerciale contestata dall’Antitrust a Lidl Italia Srl, sanzionata per 300 mila euro su segnalazione del Centro Ricerca e Tutela dei consumatori e degli Utenti. L’Antitrust ha multato Lidl per informazioni ambigue e carenti sulla garanzia legale, per il rinvio dei consumatori ai Centri di Assistenza Tecnica nel caso di prodotti difettosi, per l’omissione complessiva delle informazioni sulla garanzia legale. “Ancora una volta le segnalazioni del CRTCU hanno permesso di garantire il rispetto dei diritti dei consumatori nel mercato”, commentano dal CRTCU.
La pratica commerciale analizzata dall’Antitrust, spiega l’Autorità, “riguarda la messa a disposizione di informazioni ambigue e/o carenti fornite ai consumatori – sia sul sito internet aziendale www.lidl.it sia presso i punti vendita – in relazione alla garanzia legale di conformità, con riguardo all’oggetto, alla durata, ai limiti e alle condizioni dell’assistenza post vendita; l’omissione di informazioni, nel sito internet aziendale www.lidl.it, sulla garanzia legale nella sezione dedicata alla descrizione della garanzia convenzionale offerta da Lidl (“Rimborso garantito nei trenta giorni”); le modalità di prestazione della garanzia legale e, specificamente, il rinvio dei consumatori ai Centri di Assistenza Tecnica del produttore del bene difettoso, prospettando il vantaggio di una maggiore semplicità e rapidità delle procedure di riparazione, nonché il rifiuto di prendere in consegna il bene in filiale”. Dalle rilevazioni effettuate sul sito internet www.lidl.it è emersa inoltre l’assenza di specifiche informazioni sulla possibilità per il consumatore, in caso di difetto di conformità, di poter godere della garanzia legale.
L’Antitrust ha argomentato che nelle pagine online di Lidl era completamente assente una sezione o un riferimento all’esistenza della garanzia legale di conformità, ed era omesso il riferimento all’esistenza della garanzia legale di conformità di durata biennale a carico del venditore del bene di consumo nella sezione “Informazioni per il cliente” dedicata alle modalità di esercizio della garanzia convenzionale “Soddisfatti o rimborsati”. Di conseguenza, a causa di questa mancanza, “i consumatori potevano essere indotti in errore circa la possibilità di esercitare i propri diritti, soprattutto con riguardo alla garanzia convenzionale che, in caso di difetto, riconosce al consumatore diritti per una durata sovrapponibile a quella spettante allo stesso in virtù della garanzia legale di conformità (trenta giorni)”.
Le modalità di presentazione delle garanzie, argomenta l’Antitrust, sono state modificate da Lidl solo dopo l’avvio dell’istruttoria. Le regole seguite da Lidl limitavano inoltre la possibilità per il consumatore di far valere la garanzia. “Nel corso dell’istruttoria è emerso che Lidl, quantomeno fino al 15 marzo 2014, non prestava direttamente la garanzia legale ma, ove il cliente lamentava un difetto su un prodotto, il personale dei punti vendita e quello del call center rinviava al Centro di Assistenza Tecnica competente”. Spiega l’Antitrust: “È un principio ormai consolidato da numerosi precedenti dell’Autorità, avallato dal giudice amministrativo, quello per cui grava sul venditore l’onere di prendere in consegna il bene di cui il consumatore ha denunciato il difetto di conformità, nell’arco dei due anni dall’acquisto, al fine di verificare la causa del malfunzionamento, tenendo indenne il consumatore da qualsiasi ulteriore adempimento ed onere – diverso da quello delle denuncia –che renda più gravosa la fruizione della garanzia legale”.
Comprensibilmente soddisfatto il CRCTU, dal quale era partita la denuncia. “Ancora una volta le segnalazioni del CRTCU hanno permesso di garantire il rispetto dei diritti dei consumatori nel mercato” commenta Carlo Biasior, direttore dell’associazione. “Grazie all’indagine svolta dall’Antitrust si è accertato che le regole della garanzia legale a favore dei consumatori non venivano rispettate nei punti vendita Lidl sui prodotti non alimentari. La segnalazione del CRTCU è nata da un consumatore trentino che non riusciva a farsi riparare un prodotto difettoso. Grazie al nostro intervento ha ottenuto la restituzione del denaro pagato e l’ufficio del CRTCU ha ritenuto di segnalare la possibile prassi commerciale sleale a danno di tutti i consumatori”.

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