Gender Pay Gap, la strategia europea

Nell’Unione europea le donne guadagnano ancora, in media, il 16% meno degli uomini, con un lieve miglioramento rispetto al 16,2% dello scorso anno.

I motivi sono molteplici: le donne lavorano più di frequente a tempo parziale, nelle aziende si scontrano con il “soffitto di cristallo”, lavorano in settori in cui le retribuzioni sono più basse o, spesso, spetta in primis a loro occuparsi della famiglia.

Un modo per affrontare questi fattori è migliorare l’equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza che lavorano. Le differenze di retribuzione dipendono anche dagli stereotipi e dalle discriminazioni di genere, ma senza una maggiore trasparenza retributiva non è possibile conoscere i pesi relativi di queste cause.

La nuova Commissione europea, a guida Von der Leyen, ha da subito assunto l’impegno di fare della “parità di retribuzione a parità di lavoro” il principio fondante della nuova strategia europea di genere che sarà presentata a marzo.

 

gender pay gap
Gender Pay Gap, sostegno del Parlamento alla strategia della Commissione

Il voto del Parlamento Ue

Oggi il Parlamento europeo ha votato favorevolmente per dare attuazione a questa strategia.

I deputati vogliono il piano includa delle disposizioni vincolanti sulla trasparenza delle retribuzioni e sul divario retributivo tra i generi, da applicare sia al settore pubblico che a quello privato, nonché degli obiettivi chiari e un monitoraggio più efficace dei progressi compiuti.

Chiedono inoltre che il Piano d’azione per affrontare il problema del divario retributivo di genere, che dovrebbe fissare obiettivi chiari per gli Stati membri al fine di ridurre il divario nei prossimi cinque anni, sia rivisto entro la fine del 2020.

Per affrontare alla radice le cause del divario retributivo, il Parlamento esorta gli Stati membri a investire nell’istruzione e nei servizi di assistenza alla prima infanzia, nonché nelle modalità di lavoro a misura di famiglia, così da garantire alle donne un’equa partecipazione al mercato del lavoro.

Considerando che il divario retributivo di genere è più del doppio per i pensionati, i deputati chiedono anche delle disposizioni adeguate per le donne più anziane, come crediti per i periodi di cura, pensioni minime adeguate e prestazioni di reversibilità.

L’apprendimento continuo e la formazione professionale dovrebbero garantire alle donne l’accesso a occupazione e opportunità di alta qualità. In particolare, i deputati chiedono una maggiore promozione delle materie imprenditoriali, scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) e dell’educazione digitale per le ragazze fin dalla più giovane età, al fine di combattere gli stereotipi educativi esistenti e garantire alle donne l’accesso a settori in via di sviluppo e ben remunerati.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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