Il gioco d’azzardo è ormai un’emergenza sociale e colpisce soprattutto poveri, pensionati, disoccupati. Non risparmia i giovani, attratti dalla prospettiva di un facile guadagno, e aumenta fra gli over 65, che ogni anno sperperano 5,5 miliardi di euro, 3.200 euro all’anno, 266 euro al mese. Per contrastare il fenomeno della ludopatia, ovvero la dipendenza dal gioco d’azzardo, la Regione Lazio ha stanziato un milione di euro per l’apertura di 51 punti di ascolto e accoglienza rivolti alle vittime del gioco d’azzardo. Gli sportelli entreranno in funzione in ognuno dei 15 municipi di Roma Capitale e in ciascuno degli altri 36 distretti socio-sanitari della Regione, e sarà attivato un numero verde a disposizione dei cittadini.
Secondo gli ultimi dati nel Lazio la spesa delle famiglie per slot machine e scommesse è di 7 miliardi e mezzo, più del 4,5% del Pil regionale. Ogni italiano, inclusi i neonati, ha speso 1.300 euro in un anno nell’azzardo. “Con la rete degli sportelli no slot – ha detto Rita Visini, assessore regionale alle Politiche sociali e allo sport – vogliamo lanciare un segnale forte nella lotta alle ludopatie e dare una prima attuazione alla legge contro il gioco d’azzardo patologico”.
Il compito degli sportelli “no slot” sarà quello di accogliere le persone affette da ludopatia in cerca di aiuto e i loro familiari, orientarli ai servizi socio-sanitari presenti sul territorio (centri d’ascolto, servizi per le dipendenze delle Asl, comunità di recupero) e fare animazione nel proprio territorio, promuovendo incontri nelle scuole e nei luoghi di aggregazione sui rischi della dipendenza dal gioco d’azzardo. La rete di sportelli lavorerà insieme alle realtà del Terzo Settore già impegnate nel contrasto alla ludopatia.


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