Spot tv che saranno trasmessi da domani e una campagna su Youtube destinata ai giovanissimi: così la nuova campagna di comunicazione del Ministero della Salute in vista della giornata mondiale dell’Aids che si celebra domani. “Con l’HIV non si scherza, proteggi te stesso e gli altri!”: questo il claim della campagna, realizzata in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, che vuole sottolineare l’importanza di proteggere se stessi e gli altri ricordando a tutti che l’HIV e le altre infezioni sessualmente trasmesse sono più diffusi di quanto si pensi.

Gli spot – protagonisti gli attori Dario Vergassola e Giulia Michelini – saranno trasmessi a partire dal 1° dicembre sulle emittenti televisive della RAI e sulle principali emittenti commerciali nazionali e locali e saranno diffusi sul web, mentre per il target dei giovanissimi è stata avviata a titolo sperimentale una campagna su Youtube, arruolando alcuni tra i maggiori Youtubers italiani ( Willwosh, Daniele Doesn’t Matter e i The Show) che hanno in media più di un milione di iscritti sui rispettivi canali. Gli Youtubers lanceranno sui loro social dei video-messaggi in cui parleranno di HIV sottolineando l’importanza che riveste la corretta informazione scientifica e l’importanza di adottare valide misure di prevenzione.

Alla realizzazione della campagna hanno collaborato anche l’Istituto Superiore di sanità e il Comitato Tecnico sanitario (Sezioni per la lotta all’AIDS e del volontariato per la lotta all’AIDS). Ma qual è lo stato della situazione? In tema di nuove diagnosi di infezione da HIV, gli ultimi dati disponibili dicono che nel nel 2016 sono state segnalate al sistema di sorveglianza 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti, di cui il 76,9% sono maschi. Questa incidenza pone l’Italia a parità della Grecia al 13° posto tra le nazioni dell’Unione Europea. Sempre nel 2016 è stata evidenziata una lieve diminuzione sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV che dell’incidenza (casi/popolazione). Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2016 hanno un’età mediana di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza maggiore è nella fascia d’età 25-29 anni. Nel 2016, il 30,7% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV ha eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 27,5% in seguito a un comportamento a rischio e il 12,2% in seguito a controlli di routine.

Per quanto riguarda invece i casi di AIDS, nel 2016 sono stati diagnosticati 778 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1,3 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS è in lieve costante diminuzione negli ultimi quattro anni. I dati diffusi dal Ministero della Salute dicono ancora che, sempre nel 2016, circa il 22% delle persone diagnosticate con AIDS ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS. Il fattore principale che determina la probabilità di avere effettuato una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS è la consapevolezza della propria sieropositività. Ma nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e che ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, passando dal 20,5% del 1996 al 76,3% del 2016.


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