In Italia circa il 3% delle persone tra i 35 ed i 69 anni ha il diabete ma non lo sa. Un motivo in più per dare importanza alla diagnosi precoce di una malattia senza sintomi evidenti. Lo rileva il Ministero della Salute in occasione della Giornata mondiale del diabete, istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation (IDF) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Nella giornata di oggi si prevede la realizzazione di oltre mille eventi in 124 Paesi.

Proteggi la tua famiglia!

La Giornata 2019 è dedicata al tema della Famiglia e diabete. L’obiettivo –  si legge in una nota del Ministero – è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto che il diabete ha sulla famiglia e promuovere il suo ruolo nella gestione, cura, prevenzione e conoscenza della malattia. Sul sito dedicato alla Giornata è possibile eseguire un test per valutare il proprio livello di rischio. Il test è disponibile in 11 lingue ed è per tutta la famiglia!
E proprio sull’importanza della diagnosi precoce la famiglia gioca un ruolo fondamentale, perchè lo stile di vita è alla base della prevenzione e dell’affiancamento alle terapie. Adottare una corretta alimentazione, praticare attività fisica, mantenere un peso appropriato, evitare fumo ed alcol contribuiscono a prevenire l’insorgenza e le complicanze del diabete mellito di tipo 2 e aiutano gestire la patologia, a volte con risultati più duraturi e vantaggiosi rispetto alla sola terapia farmacologica.

Numeri e rischi

Secondo i dati pubblicati nel 2017 dalla World Diabetes Federation nel mondo sono 415 milioni le persone che vivono con il diabete (1 adulto su 11) e questo numero è destinato ad aumentare a 642 milioni nel 2040. Numeri da spavento se si pensa che il diabete è una delle principali cause di cecità, amputazione, malattie cardiache, insufficienza renale e morte precoce.

Diabete di tipo 1 e 2

Il diabete di tipo 1 rappresenta circa il 10% dei casi di diabete. Come spiega una nota del Ministero della Salute, la malattia  è detta anche diabete giovanile o insulino-dipendente, in quanto insorge, di solito, in giovane età e l’unico trattamento possibile è quello con insulina. In Italia le persone con diabete tipo 1 (DT1) sono circa 300.000 e l’incidenza di questa condizione è in aumento.
Il diabete di tipo 2 rappresenta circa il 90% di tutti i casi di diabete; si presenta in genere in età adulta (circa i 2/3 dei casi di diabete interessano persone di oltre 64 anni), anche se negli ultimi anni, un numero crescente di casi viene diagnosticato in età adolescenziale, fatto questo correlabile all’aumento dei casi di obesità infantile. Gli italiani affetti sono circa il 5% della popolazione, cioè oltre 3 milioni di persone. Si stima, tuttavia, che a questo numero possa aggiungersi circa 1 milione di persone che hanno la malattia ma ancora non lo sanno.

Le donne le più esposte a rischi cardiovascolari e a ictus

“Le donne diabetiche hanno un rischio di sviluppare una malattia coronarica maggiore del 44% rispetto agli uomini – lo ha detto Cesare Berra, Direttore del Dipartimento Endocrinologo-Metabolico del Gruppo MultiMedica di Milano – Nelle donne è maggiore anche il rischio di incorrere un ictus: è di 2,28 nel genere femminile e di 1,83 negli uomini. In particolare questo evento avverso emerge con frequenza in una popolazione molto ben definita, quale quella delle donne in età adulta tra i 35 e i 54 anni”.
I primi studi a supporto di questa tesi sono stati pubblicati già nel 2014, quando un’importante metanalisi, a nome di Pitersen, aveva comparato quasi 900mila soggetti tra i 20 e i 100 anni affetti da diabete di tipo 2 che erano andati incontro a una malattia cardiovascolare. Da questo sono poi seguiti altri studi altrettanto importanti pubblicati sulle maggiori riviste scientifiche. Risultati analoghi sono emersi anche da un’altra metanalisi, sempre di Pitersen, pubblicata anche su Lancet, che ha studiato quasi 800mila soggetti.

Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

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