Agli occhi dei consumatori i bilanci di sostenibilità delle imprese sono degli strumenti poco efficaci, non in grado di trasmettere trasparenza da parte dell’azienda oltre che essere poco utili al fine di affermare la cultura della sostenibilità diffusa. Questo è quanto emerge dai risultati della ricerca “Alla scoperta della sostenibilità- Consumatori protagonisti”, condotta da Markonet e promossa da Centro Studi Condacons- Comitas. Eppure, sottolinea Carlo Rienzi, presidente del Codacons, “la reputazione di un’azienda, quindi anche dal punto di vista della sostenibilità, è un fattore determinante per un consumatore in quanto incide sulla fiducia che si ripone in un marchio. Nonostante questo, i bilanci di sostenibilità non riescono a dare informazioni chiare e comprensibili”.

Secondo la ricerca, i bilanci di sostenibilità dovrebbero avere come scopo primario quello di sensibilizzare i consumatori a preferire imprese che creano valori condivisi, rivolti non solo a vantaggi economico- finanziari ma anche al territorio (9,3%) e alla società (42,5%).

Tra le attività non finanziari maggiormente apprezzate dai consumatori vi sono le sponsorizzazioni che sono rivolte principalmente a cinque macro-settori: infrastrutture, salute/benessere, sport, solidarietà, cultura.

Nonostante i consumatori apprezzino molto l’impegno delle aziende in questi ambiti di interesse, il capitale investito in sponsorizzazioni nel 2016 è stato pari a 3,90 miliardi di euro sul totale delle aziende prese in considerazione dalla ricerca. Quindi, su un Pil di 1.573,89 miliardi di euro, la percentuale di investimento è stata pari allo 0,25%.

Emerge quindi la necessità di coinvolgere il consumatore in una relazione interattiva nella quale la sostenibilità sia percepita come un valore condiviso.

Resta il fatto che le scelte del consumatore per un prodotto o per un altro continuano ad essere fortemente influenzate dal prezzo (46%) e dalla qualità (38%) ma il 56% considera la sostenibilità la matrice dello sviluppo economico e che le attività non strettamente finanziarie di un’azienda contribuiscano alla diffusione del benessere.

Cosa chiedono quindi i consumatori alle imprese? “Chiedono di essere indirizzati verso scelte consapevoli, di poter accedere alla conoscenza del bilancio di sostenibilità in maniera semplice, veicolata attraverso nuovi strumenti come la lettera al consumatore, mezzo sintetico e social adatto a ogni fascia di età e di cultura”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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