Inflazione, Consumatori: il calo non basta, stangata sulle vacanze degli italiani (Foto Pixabay)

Non basta per i Consumatori la frenata dell’inflazione ad aprile. L’Istat stima prezzi al consumo in calo allo 0,9% su base annua (da più 1,2% di marzo) ma le associazioni fanno i conti e tracciano bilanci niente affatto positivi. Anche perché si viene da anni di rincari e ci dovrebbe essere un’inversione di tendenza, afferma ad esempio il Codacons. “Questo perché non ci sono più le condizioni che nel biennio 2022-2023 hanno determinato una inflazione complessiva del 13,8%, erodendo la capacità di acquisto delle famiglie”, dice l’associazione.

UNC: “Rincari preoccupanti in vista delle ferie estive”

L’Unione Nazionale Consumatori si sofferma sulle voci che segnalano un rincaro su base mensile, rispetto dunque al mese di marzo, e sottolinea i rincari di strutture ricettive e alberghi, voli e pacchetti vacanza. Vale a dire: rincari sui ponti di primavera e sui progetti di vacanza estiva.

Commenta il presidente UNC Massimiliano Dona: «Una stangata per il ponte del 25 aprile e del 1° maggio. Dopo i rialzi di marzo, in aprile non si arresta la corsa dei prezzi che colpisce chi vuole prendersi dei giorni di ferie. Rincari molto preoccupanti in previsione delle prossime ferie estive. In testa alla top ten degli aumenti mensili, infatti, ci sono Alberghi, motel e pensioni che rispetto a marzo segnano un balzo astronomico del 9,8%. Medaglia d’argento per i Voli internazionali che decollano in appena 30 giorni dell’8,5% (in media il trasporto aereo passeggeri sale del 7,2%), Non va molto meglio per i Pacchetti vacanza internazionali, al sesto posto con +4,7%».

Anche se si guarda le voci che più rincarano su base annua, dopo l’Olio di oliva (+44,3% rispetto ad aprile 2023), al secondo posto della top ten annua ci sono i Pacchetti vacanza nazionali con +17,2% su aprile 2023 e al sesto posto Alberghi, motel e pensioni con +8,3%.

«Insomma, prosegue la speculazione sulle vacanze degli italiani», dice Dona.

Per il Codacons la frenata dell’inflazione non basta.

«Terminato “l’effetto Pasqua” che aveva portato alla risalita dei listini con sensibili rincari specie nel settore dei trasporti, l’inflazione torna a calare ad aprile, un dato che però non può dirsi soddisfacente – afferma il presidente Carlo Rienzi – Dopo due anni di caro-prezzi, tra tariffe energetiche alle stelle ed effetti della guerra in Ucraina, i listini al dettaglio non solo non devono aumentare, ma dovrebbero calare».


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