Insetti a tavola? In Italia non si può fare, almeno per ora. L’uso di insetti in campo alimentare, con la possibilità di vedersi servire nei ristoranti grilli arrostiti, piatti di pasta di nuova generazione conditi con bruchi e millepiedi o cavallette fritte non sarà affatto immediata. “Ai fini dell’impiego alimentare gli insetti e i loro derivati si configurano tutti come novel food”, spiega una nota del Ministero della Salute, precisando che “al momento nessuna specie di insetto (o suo derivato) è autorizzata per tale impiego”.

Il Ministero della Salute ha emanato una nota informativa in merito all’uso di insetti in campo alimentare con specifico riferimento all’applicabilità del Regolamento (UE) 2015/2283 sui “novel food”, anche in risposta alle numerose richieste di chiarimenti ricevute su questo argomento. La nota spiega che “in Italia non è ammessa alcuna commercializzazione di insetti”. Per la commercializzazione servirà una specifica autorizzazione che dovrà essere rilasciata a livello europeo.

Gli insetti rientrano nel novel food, ovvero quegli alimenti (come spiega il Regolamento europeo) privi di una storia significativa di consumo alimentare nell’Unione Europea al 15 Maggio del 1997. Sono novel food prodotti quali microrganismi, funghi e alghe, insetti, alimenti costituiti, isolati o prodotti a partire da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali, piante, microorganismi, funghi o alghe. Il Ministero della Salute spiega dunque che l’autorizzazione di un novel food deve essere richiesta alla Commissione europea, seguendo le linee guida recentemente pubblicate dall’EFSA.

La nota chiarisce che “ai fini dell’impiego alimentare gli insetti e i loro derivati si configurano tutti come novel food e che al momento nessuna specie di insetto (o suo derivato) è autorizzata per tale impiego”. In qualche paese europeo questi cibi sono presenti in regime di tolleranza. Spiega il Ministero della Salute: “in riferimento all’articolo 35 del Regolamento (UE) 2015/2283 sulle “Misure transitorie”, va chiarito che alcuni Stati membri hanno ammesso a livello nazionale la commercializzazione di qualche specie di insetto in un regime di “tolleranza”. E’ stato comunque stabilito, con lo stesso articolo, che per le specie in questione deve essere presentata una domanda di autorizzazione, al fine di definire le condizioni atte a garantirne la sicurezza d’uso per una libera circolazione sul mercato UE. Nel frattempo gli Stati membri che ne hanno ammesso la commercializzazione prima del 1 gennaio 2018 possono continuare a mantenerle sul loro mercato”.

In Italia la commercializzazione non c’è, per ora. Dichiara infatti il Ministero della Salute che “in Italia non è stata ammessa alcuna commercializzazione di insetti e pertanto la commercializzazione come alimento di un insetto o di un suo derivato potrà essere consentita solo quando sarà rilasciata a livello UE una specifica autorizzazione in applicazione del regolamento (UE) 2015/2283”.

 

@sabrybergamini

 

Notizia pubblicata il 18/01/2018 ore 17.31

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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