Il comparto degli integratori alimentari gode di ottima salute: il mercato italiano rappresenta infatti il primo in Europa con il 23% della quota di vendite distribuite tra 32 milioni di consumatori che li adottano per sostenere il proprio benessere. Sono questi i dati principali che emergono dalla quarta indagine di settore realizzata da FederSalus e presentata oggi alla Camera dei Deputati. Nel 2018, il mercato degli integratori alimentari ha raggiunto il valore di 3,3 miliardi per un totale di 226,4 milioni di confezioni vendute.

Dopo le vitamine e i minerali, si distinguono per valore generato quelle categorie di integratori alimentari che rispondono ad esigenze di benessere specifiche quali ad esempio: probiotici, prodotti per il benessere gastrointestinale, integratori per il controllo del colesterolo, integratori per il benessere del sistema urinario e prodotti per il benessere delle articolazioni.

Figure fondamentali di consiglio si confermano il medico e il farmacista: l’86% del valore di mercato è sviluppato in farmacia, dove gli integratori rappresentano la prima categoria dopo il farmaco su prescrizione. Seguono le parafarmacie (8,6%) e dalla grande distribuzione (5,4%).

Gli integratori alimentari, come dimostrano studi scientifici e pubblicazioni, contribuiscono a ridurre i fattori di rischio dell’insorgere di malattie e a mantenere lo stato di benessere. A volte però si tende a confondere il loro ruolo nel completare uno stile alimentare non corretto. Al centro di interrogativi rispetto a benefici, modalità di utilizzo e sicurezza, vengono approvati o criticati a seconda delle circostanze, con la diffusione di informazioni false e parziali che tendono a confondere le idee e portano in secondo piano il valore dei componenti salutistici e nutritivi.

Gli integratori che rispondono a bisogni più complessi possono essere un valido strumento di prevenzione primaria, dunque laddove la malattia non si sia ancora manifestata.

Per quanto riguarda le malattie cardio-vascolari, che rappresentano ancora la principale causa di morte nel nostro Paese, la prevenzione primaria permette di ridurre il rischio cardiovascolare o mantenerlo a livello favorevole intervenendo sui fattori modificabili attraverso un sano stile di vita.

L’osteoporosi, che in Italia colpisce circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini, può essere prevenuta, tralasciando i fattori non modificabili quali età, familiarità, fratture pregresse, attraverso una corretta alimentazione.

Negli ultimi anni, poi, le patologie neurodegenerative stanno aumentando in maniera esponenziale nei Paesi industrializzati. Un’adeguata quantità di idonei nutrienti sia in grado di promuovere le attività cerebrali. I modelli dietetici mediterranei (MDP) e i composti antiossidanti contenuti in alcuni di essi (polifenoli, vitamine C, E, B12, folati e carotenoidi), possono contrastare gli effetti dannosi dello stress ossidativo nell’invecchiamento del cervello e, di conseguenza, ridurre il rischio di patologie neurodegenerative.

Secondo i dati raccolti da FederSalus, l’utilizzo sistematico di integratori rappresenta un potenziale risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale di 6,8 miliardi per il mancato insorgere di patologie cardiovascolari e 3,5 miliardi per patologie legate alla salute delle ossa.

 

Notizia pubblicata il 28/02/2019 ore 17.45

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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