Il Mezzogiorno registra il primo recupero del Pil dopo sette anni di cali ininterrotti. La crescita del valore aggiunto è considerevole nel comparto agricolo (+7,3%), ma incrementi di un certo rilievo si osservano anche in quello del commercio, pubblici esercizi, trasporti, telecomunicazioni (+2,6%) e nelle costruzioni (+1,4%). L’industria in senso stretto segna invece una variazione quasi nulla, mentre il settore dei servizi finanziari, immobiliari e professionali è l’unico a presentare un calo (-0,6%). Lo rileva l’Istat nella sua stima preliminare del Pil e dell’occupazione a livello territoriale.
Anche per quanto riguarda l’occupazione, il Sud del Paese registra un segno positivo (+1,5%). A trainare la crescita occupazionale del Mezzogiorno è soprattutto il settore del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+2,7%) e nelle costruzioni. All’opposto, il risultato negativo del Nord-est deriva soprattutto dalla diminuzione registrata nelle costruzioni (-4,2%) e nel del comparto commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (-1,6%).
Commentando i dati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica, Federconsumatori ha sottolineato l’importanza del risultato raggiunto dal Meridione ma ha anche precisato che “è una goccia nel mare, se paragonato alla crisi drammatiche che il Sud vive da molti anni e che lo ha visto quasi scomparire dai bilanci economici del nostro sistema industriale”.
Uno studio apparso tempo fa sull’Economist evidenziava che durante la crisi l’economia del Sud si è ridotta ad una velocità doppia rispetto a quella del Nord: tra il 2008 e il 2013 si è ridotta del 13% contro il 7%. Sempre nello stesso studio è riportato che tra il 2007 e il 2014 il 70% dei disoccupati si trovava nelle regioni del Sud. A questi si aggiungono i dati dell’O.N.F. (Osservatorio Nazionale Federconsumatori) sui consumi delle famiglie. Dal 2008 queste ultime hanno ridotto, a livello nazionale, del 10,7% i propri consumi alimentari e del 23,1% quelli sanitari. Dati che peggiorano nettamente prendendo in considerazione solo il Sud Italia: -11,8% i consumi alimentari e -25,6% quelli in ambito sanitario.
“Di fronte a tale scenario è evidente che bisogna avviare operazioni coraggiose e determinate, che siano in grado di dare una svolta più decisa ed incisiva al sistema economico”. Intervenire con un Piano Straordinario per il Lavoro attraverso investimenti per lo sviluppo e la ricerca, nonché per la modernizzazione delle infrastrutture e per la realizzazione di un programma per la valorizzazione e l’incentivazione del turismo, suggeriscono dall’associazione.
“Operazioni da mettere in atto soprattutto al Sud, dove tali azioni sono estremamente urgenti. Le infrastrutture carenti, se non inesistenti e un patrimonio culturale ed artistico senza pari sono i punti da cui ripartire per mettere in atto un rilancio strutturale del Mezzogiorno. Inoltre, visto il peso specifico dell’agricoltura in tali aree, è opportuno usufruire in maniera mirata dei fondi stanziati in tal senso, accompagnando questa azione ad una seria politica di contrasto alle agromafie ed al caporalato”.


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