Nessun distacco della linea telefonica per gli utenti Italiacom. L’Agcom è intervenuta con una delibera (N.95/14/CONS) che, almeno per il momento scongiura il pericolo. La delibera prevede che, da una parte Telecom non interrompa la fornitura di linee a Italiacom fino al 1° aprile, così che i consumatori possano avere una linea telefonica funzionante. Dall’altra Italiacom ha l’obbligo di creare i codici di migrazione per permettere a chi è rimasto di cambiare operatore. A darne notizia Altroconsumo dalla cui segnalazione è partito, il 17 febbraio scorso, un procedimento Agcom.
L’Associazione, negli ultimi mesi, ha ricevuto diverse segnalazioni da parte degli utenti per una serie di disservizi: “Li abbiamo verificati e in effetti abbiamo rilevato, a vario titolo, alcune pratiche commerciali scorrette” scrive Altroconsumo che ne cita alcuni:

  • Il costo di attivazione, pari a circa 150 euro (che varia da piano a piano) viene prelevato immediatamente, all’atto della sottoscrizione del contratto per telefono, ancor prima che l’utente abbia ricevuto l’allacciamento al servizio.
  • Il servizio, poi, viene erogato non prima di 2 mesi nonostante, al momento della sottoscrizione, Italiacom garantisca l’allacciamento entro 20 giorni dalla data della firma del contratto. Abbiamo addirittura rilevato che in alcuni casi il servizio non viene affatto erogato, nonostante l’utente abbia comunque sottoscritto il contratto.
  • Gli utenti incontrano inoltre molte difficoltà a entrare in contatto con il servizio clienti telefonico (in alcuni casi non ci riescono affatto). In questo modo i consumatori che pagano regolarmente il servizio non hanno la possibilità di risolvere eventuali problemi.
  • Alcuni consumatori ci hanno poi comunicato l’esistenza di una “exit fee di due anni” anche se non quantificata: pur avendo analizzato la carta dei servizi, non abbiamo trovato alcuna menzione di tale penale. Si tratterebbe ad ogni modo di importi palesemente non “giustificati” ai sensi della legge Bersani che autorizza il riaddebito all’utente esclusivamente dei costi strettamente funzionali alla gestione della richiesta di recesso, e non di tutti i costi effettivamente sopportati dall’operatore.
  • Abbiamo infine rilevato una clausola vessatoria relativa alla procedura di conciliazione e al foro competente: si prevede infatti l’esclusività della mediazione di ADR Center (per il tentativo obbligatorio di conciliazione) e del foro competente di Palermo, entrambe in palese lesione del Codice del Consumo e del foro del consumatore.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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