lavarsi le mani

Lavarsi le mani: primo comandamento dell’era Covid e post Covid. Le misure sanitarie con cui gli italiani hanno affrontato la pandemia vedono al primo posto quella di detergersi le mani con sapone o igienizzanti, insieme alla necessità di rispettare la distanza minima interpersonale di un metro. Come si sono comportati gli italiani?

In media durante il lockdown, quindi nella fase 1 dell’emergenza Covid, si sono lavati le mani quasi 12 volte al giorno. E 5 volte al giorno hanno passato sulle mani un disinfettante. C’è poi un considerevole numero di persone, il 16,5%, che si è lavata le mani 20 volte al giorno nelle 24 ore precedenti.

I cittadini durante il lockdown

Il dato viene da un’indagine dell’Istat, condotta nella prima fase dell’emergenza Covid, nel periodo dal 5 al 21 aprile 2020. L’indagine misura comportamenti e percezioni dei cittadini in pieno lockdown e contiene i primi risultati relativi al rispetto delle misure adottate dal Governo e al clima familiare vissuto in casa. Le regioni sono state classificate in tre aree: la zona rossa (area 1) che comprende Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche; l’area 2 che comprende tutte le altre regioni del Centro-nord; l’area 3 che comprende le regioni del Sud e delle Isole.

Il quadro generale dice che 3 cittadini su 4 hanno usato parole di significato positivo per descrivere il clima familiare vissuto nella Fase 1 dell’emergenza Covid-19. È stata alta la fiducia espressa verso il personale medico e paramedico del Servizio Sanitario Nazionale. Il 91,2% dei cittadini ha considerato utili le regole imposte per contrastare l’evoluzione della pandemia. L’89,5% ha percepito come “chiare” le indicazioni su come comportarsi per contenere il contagio.

 

igiene mani
Lavarsi le mani e igienizzarle

 

Lavarsi le mani, igiene… e ansia?

Lavarsi le mani è un comportamento che gli italiani hanno recepito appieno, almeno nella prima fase dell’emergenza. Ci siamo lavati le mani in media 12 volte al giorno, con punte di 20. Un’attenzione talmente alta che la stessa Istat si spinge a interpretarla anche, per alcune persone, come «un sintomo d’ansia».

«Lavarsi spesso le mani è una delle azioni maggiormente raccomandate per prevenire l’infezione – spiega il report Istat – In un giorno medio settimanale, le persone hanno dichiarato di aver lavato le mani in media 11,6 volte (con un valore mediano pari a 8) e di averle pulite con disinfettanti circa 5 volte (con un valore mediano pari a 2). Un segnale di forte attenzione che in alcuni casi può essere interpretato come un sintomo d’ansia. Una quota non indifferente di persone, infatti, riferisce di aver lavato le mani almeno 20 volte nel giorno precedente l’intervista (16,5%) e si arriva al 22,4% tra le persone di 55-64 anni; la quota scende tra gli anziani (5,9% tra le persone di 75 anni e più) e nel Mezzogiorno (12,2%)».

Un terzo dei cittadini ha poi pulito le mani con un disinfettante almeno 5 volte, una percentuale che supera il 40% tra coloro che sono usciti il giorno precedente l’intervista.

Sempre nelle 24 ore precedenti, le persone riferiscono in media di aver pulito o disinfettato circa due volte le superfici della cucina e dei mobili della casa, almeno tre volte nel 27,8% dei casi, con quote più alte tra le donne e tra le persone di 65-74 anni (rispettivamente 35,1% e 36%).

 

grafico istat
Lavarsi le mani. Fonte: Istat 2020

 

9 cittadini su dieci hanno fatto uso di mascherine

Le mascherine, prosegue l’Istat, durante la fase 1 sono state usate quasi da 9 cittadini su dieci (89,1%) con un uso trasversale in tutta Italia. A indossare di più le mascherine sono state le persone di 45-54 anni (94,5%), mentre relativamente più basso è il valore rilevato tra i più anziani (73,5% per 75 anni e più) «anche perché molto probabilmente hanno avuto meno bisogno di uscire», aggiunge l’Istat.

La percentuale di chi non ha trovato le mascherine varia molto: è del 20,9% dei cittadini nella zona rossa, passa al 30,7% nelle altre aree del Centro-nord e al 40,9% nelle aree del Mezzogiorno.

Farmacie e sanitarie sono stati i primi canali di approvvigionamento di mascherine, ma si segnalano anche canali informali – ci hanno pensato parenti e amici.

«Le persone si sono procurate le mascherine in diversi modi – spiega l’Istat – Circa la metà le ha acquistate in una farmacia o in un negozio di sanitaria, il 22,3% riferisce che sono stati parenti o amici a procurargliele, il 17,8% le ha comprate in un altro negozio, il 12,4% le ha fatte in casa o le ha ricevute sempre di fattura artigianale da un conoscente, il 6,5% le ha acquistate su internet».

La percentuale di coloro che le ha fatte in casa sia più elevata nelle zone a minor rischio di contagio (16,8% nell’area 3 contro il 7,8% della zona rossa).

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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