C’è un Fondo Banche nel testo della manovra arrivata in Senato. Questa mattina è iniziato in Aula l’esame del provvedimento. Nel testo approvato in Commissione Bilancio è stato inserito un fondo per i risparmiatori delle banche venete e delle quattro banche in risoluzione, che però dovranno comprovare il danno subito per accedere al ristoro. Le associazioni dei consumatori valutano positivamente la novità ma chiedono di conoscere i criteri di accesso e sollecitano un aumento delle risorse a disposizione, per ora pari a 50 milioni di euro.

Secondo quando scrive l’Ansa, “la dotazione del Fondo per le banche viene confermata di 50 milioni per il 2018-2019 ma vengono inseriti alcuni paletti, come appunto la necessità, per ottenere il ristoro che il “danno ingiusto” per misselling dei bond emessi dalle banche sia “riconosciuto con sentenza passata in giudicato” o dall’arbitro”.

Commenta Federconsumatori: “Accogliamo positivamente la scelta dell’istituzione del fondo per risarcire gli azionisti truffati. Si tratta di una operazione storica, estremamente importante, che scaturisce dalla lunga serie di battaglie e rivendicazioni che portiamo avanti da anni. Rimaniamo in attesa del Decreto che definisca le linee guida del fondo, per comprenderne nel dettaglio i meccanismi di realizzazione”. Per l’associazione la principale criticità riguarda “l’insufficienza delle risorse del fondo, ancora troppo limitate per dare ristoro ai risparmiatori truffati”. Sostiene il presidente Federconsumatori Emilio Viafora: “Ci auguriamo non solo un intervento più significativo del Governo, ma è fondamentale un passo avanti da parte delle banche subentrate che dovrebbero contribuire alla tutela dei risparmiatori truffati. La prima conferma in tal senso è giunta nelle scorse settimane da Banca Intesa, ora ci aspettiamo che anche gli altri istituti di credito siano pronti ad assumere tale impegno e che soprattutto il Governo si attivi perché le banche intervengano”.

Anche l’Unione Nazionale Consumatori sollecita un fondo più ampio. Dice il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: “Riaprire una possibile strada per indennizzare i risparmiatori che hanno perso i loro risparmi è doveroso. Attendiamo di capire, però, quali saranno i criteri per poter accedere al Fondo e chiediamo più risorse, considerato che 50 milioni in due anni non bastano a compensare neanche in minima parte i miliardi persi in questi anni dai risparmiatori”.


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