Mediterraneo: il 65% dei rifiuti galleggianti è di plastica (foto Pixabay)

È di plastica il 65% dei rifiuti galleggianti trovati nel Mediterraneo. Sono resti di packaging, bottiglie, buste, residui della pesca che inquinano il mare con una concentrazione maggiore lungo la costa, vicino alla foce dei fiumi e ad aree molto popolate.

«Anche nella campagna del 2022 – affermano i ricercatori ISPRA – i rifiuti a mare sono stati osservati in tutte le aree percorse, dimostrando ulteriormente la vastità di incidenza del fenomeno del ‘marine litter’. I materiali di plastica sono i principali imputati del fenomeno, con una percentuale intorno al 65% di tutti i rifiuti rilevati».

 

Rifiuti e inquinamento, Mari e Oceani invasi dalla plastica
Rifiuti e inquinamento, Mari e Oceani invasi dalla plastica (Fonte immagine: Pixabay)

 

Rifiuti galleggianti nel Mediterraneo

Il dato viene dal progetto “Floating Litter“, un progetto di citizen science frutto della collaborazione fra Associazione Progetto Mediterranea e l’ISPRA, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che riguarda la segnalazione e la documentazione della presenza di rifiuti marini lungo la rotta di navigazione.

Progetto Mediterranea è una “spedizione culturale, scientifica e nautica salpata nel 2013 con l’obiettivo di studiare il Mediterraneo, sollecitando l’attenzione pubblica sui grandi temi sociali, ambientali, politici e culturali” e dal 2021 è partner di ISPRA per quanto riguarda la salvaguardia ambientale e la ricerca scientifica.

L’Imbarcazione Mediterranea, informa una nota, ha navigato tra maggio e settembre 2022 nel canale di Sicilia, circumnavigando l’isola, nel Golfo di Taranto e lungo la costa adriatica fino a Venezia. Nel corso della rotta dello scorso anno, l’equipaggio ha realizzato una serie di avvistamenti di rifiuti galleggianti all’interno del programma di osservazione e documentazione stabilito e verificato con i ricercatori dell’ISPRA.

«Anche nella campagna del 2022, i rifiuti a mare sono stati osservati in tutte le aree percorse, dimostrando ulteriormente la vastità di incidenza del fenomeno del ‘marine litter’ – dicono i ricercatori ISPRA – I materiali di plastica sono i principali imputati del fenomeno, con una percentuale intorno al 65% di tutti i rifiuti rilevati. Laddove è stato possibile risalire ad attività specifiche, gli oggetti più frequentemente osservati appartengono al packaging, buste e bottiglie di plastica e alle attività da pesca. I valori medi della densità di rifiuti sono in linea con quanto atteso, con densità maggiori in ambiente più costiero e minori in alto mare. Le maggiori concentrazioni di rifiuti sono state osservati nelle aree in cui è presumibile un maggiore apporto da terra come alla foce dei fiumi in Adriatico e presso coste meridionali della Sicilia dove sono state rinvenute notevoli quantità di ‘schiume’».


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