Sacchi, palette e scope: la storia si ripete. Per una positiva convivenza tra persone diverse che abitano lo stesso territorio. Tornano a Milano le attività di volontariato dei richiedenti asilo, ospiti dei centri di accoglienza. “Lo scorso anno le attività volontarie erano iniziate a fine settembre con l’adesione alla manifestazione nazionale di Legambiente Puliamo il Mondo e la partecipazione di centinaia di cittadini e richiedenti asilo in tutta Italia” spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “È nata da qui una collaborazione con i centri di accoglienza di Milano, grazie all’assessorato al Welfare di Palazzo Marino, per prendersi cura del verde e diffondere comportamenti rispettosi dell’ambiente. Crediamo infatti che la coesione sociale passi soprattutto attraverso l’integrazione e rappresenti un aspetto imprescindibile per garantire una migliore qualità della vita nelle nostre città”.  

Alla giornata “antidegrado” del 30  giugno (cui seguiranno le iniziative del 1-7 e 15 luglio) hanno aderito 150 ospiti dei centri Aldini, Mambretti e Sammartini (Progetto Arca), Remar (Remar Italia), Pollini (City Angels), Stella, Sammartini e Testi (Farsi Prossimo – Progetto Sprar). Uomini e donne, insieme a volontari di Legambiente e numerosi cittadini dell’associazione di quartiere FAS – Ferrante Aporti Sammartini, hanno ripulito aree verdi, camminamenti e la pista ciclabile nei dintorni del Naviglio Martesana e di via Sammartini 118, dove si trova un Centro di accoglienza straordinaria per cento persone. “Un appuntamento intermedio” come lo ha definito Barbara Meggetto “che ripresenteremo a settembre dal 22 al 24”.

“Queste iniziative si svolgono con l’idea che siamo di fronte a ragazzi e ragazze che possono mettersi al servizio della città per la cura, la bellezza e la tutela dei beni comuni” commenta Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano. “Accoglienza e integrazione passano attraverso queste azioni che devono stabilizzarsi e realizzarsi continuativamente chiedendo a chi viene accolto di restituire qualcosa dando una mano. Spessissimo sono gli stessi ragazzi coinvolti in percorsi d’accoglienza a non aver voglia di stare lì a far nulla”.

Del resto la città di Milano fa oggi i conti con grandi numeri legati all’immigrazione. “Si parla di oltre 6.000 presenze tra richiedenti asilo, profughi, minori stranieri non accompagnati e senzatetto di origine straniera” aggiunge Majorino. “Abbiamo in programma diversi appuntamenti e alcuni dei richiedenti saranno impegnati nel nostro piano estivo per gli anziani partecipando, nel mese di agosto, e con altri volontari che hanno risposto al nostro appello, alla consegna dei pasti a domicilio e alla realizzazione delle iniziative per la socialità”. “A settembre” conclude Majorino “debutteranno poi le squadre di Milano Fare Bene. Si tratta di gruppi di intervento composti da tirocinanti e volontari, persone provenienti da situazioni di svantaggio sociale o di accoglienza che parteciperanno ad azioni antidegrado su tutta la città, dalla raccolta delle foglie e dei cartoni, alla segnalazione di atti vandalici sull’arredo urbano, dal supporto ai commercianti per la corretta separazione dei rifiuti nelle aree destinate a mercato rionale a piccole manutenzioni. Questo tipo di attività non sono utili solo per la collettività ma anche per chi le svolge poiché, attraverso l’occupazione quotidiana sono di fatto una spinta verso la graduale riconquista dell’autonomia”.

 

di Marianna Castelluccio


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