“Dettagli che potrebbero rendere identificabili alcune delle ragazze coinvolte e ledere la loro dignità”: con questa motivazione il Garante Privacy ha disposto il blocco per un articolo del quotidiano “Il Tempo” relativo al caso delle minorenni di Roma raggirate da un noto fotografo che le ritraeva nude e in pose erotiche, indotte a spogliarsi e molestate. Il provvedimento del Garante è stato inviato alla Procura della Repubblica competente e al Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti.
“Con riferimento alla vicenda delle ragazze romane raggirate da un fotografo di moda, il Garante ha disposto in via d’urgenza il blocco di ogni ulteriore diffusione dell’ articolo pubblicato, anche on line, sul quotidiano ‘Il Tempo’”, si legge in una nota diramata ieri sera. La motivazione del provvedimento: “L’articolo pubblicato dal quotidiano contiene la trascrizione di ampie parti di intercettazioni, presenti nell’ordinanza di custodia cautelare, e riporta, tra l’altro, dettagli che potrebbero rendere identificabili alcune delle ragazze coinvolte e ledere la loro dignità, in violazione della Carta di Treviso e del Codice deontologico dei giornalisti”.
Con lo stesso provvedimento il Garante – che è intervenuto sulla vicenda richiamando le testate al rispetto dei minori, aprendo un’istruttoria e denunciando la deriva dell’informazione “in una fiera del voyerismo” – ha prescritto alla testate (fermo restando il rispetto degli articoli 114 e 329 del codice di procedura penale), di “conformare l’utilizzo delle informazioni sulla vicenda alle norme del Codice della privacy e ha invitato tutti i media a procedere ad una valutazione più attenta ed approfondita circa l’oggettiva essenzialità di dettagli e informazioni attinenti ad aspetti intimi, omettendone la pubblicazione quando non rispondono ad un’esigenza di giustificata informazione su vicende di interesse pubblico”. Il fotografo arrestato è accusato di adescamento di minori, pornografia minorile e prostituzione minorile, e si cerca di capire se gli scatti e i video realizzati fossero destinati alla commercializzazione sul mercato pedopornografico.

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