La misura della sostenibilità dell’Italia non migliora. Restano ancora scarsi i risultati registrati sulla riduzione della povertà, delle disuguaglianze, il miglioramento delle condizioni economiche e delle città, l’accesso all’acqua e alle strutture igienico-sanitarie, e preoccupa la situazione degli ecosistemi terrestri. È il messaggio che emerge dall’analisi dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) che oggi pubblica i nuovi indicatori compositi per descrivere l’andamento dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile.

Secondo l’analisi dell’ASviS, per sei aree la situazione peggiora sensibilmente (povertà, condizione economica e occupazionale, disuguaglianze, acqua e strutture igienico-sanitarie, condizioni delle città, ecosistema terrestre).

Scendendo più nel dettaglio, si può notare un netto peggioramento della povertà assoluta e relativa, nonché il numero di individui in famiglie a bassa intensità lavorativa. Nell’ultimo biennio, però, si riduce la percentuale di persone che vivono in abitazioni che presentano problemi e delle famiglie che non possono permettersi di riscaldare adeguatamente la casa.

Il peggioramento dell’efficienza delle reti di distribuzione dell’acqua potabile, dell’aumento della quota di famiglie che non si fidano a bere acqua dal rubinetto, e di una leggera diminuzione nella qualità delle acque costiere sono i fattori che influiscono maggiormente sul raggiungimento dell’Obiettivo 6.

Nel biennio 2015-2016 si osserva un lento recupero, trainato dall’aumento dell’occupazione ma si è ancora ben lontani dall’incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti), il cui indicatore è fortemente influenzato dal ciclo economico.

Dal 2009 in poi l’indicatore relativo alla riduzione dell’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni (Obiettivo 10) segna un evidente peggioramento. Anche se dal 2014 aumenta il reddito disponibile, contestualmente cresce il rapporto tra il reddito dei più ricchi e quello dei più poveri e la percentuale di persone che vivono in famiglie con un reddito disponibile inferiore al 60% del reddito.

Per l’Obiettivo 11 (Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili) il confronto con il 2010 appare negativo, anche se nell’ultimo anno si rileva una tendenza al miglioramento, dovuta a una diminuzione dell’indice di bassa qualità dell’abitazione e di quello relativo alle abitazioni che presentano problemi.

La protezione e l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri (Obiettivo 15) diminuisce molto dal 2008 in poi, definendo una linea di tendenza estremamente negativa, nonostante il leggero miglioramento osservato tra il 2015 e il 2016.

Sul versante opposto, tra il 2010 e il 2016 l’Italia mostra segni di miglioramento in sette aree: salute, educazione, uguaglianza di genere, innovazione, modelli sostenibili di produzione e di consumo, lotta al cambiamento climatico, cooperazione internazionale.

“Malgrado i passi avanti compiuti in alcuni campi, l’Italia resta in una condizione di non sostenibilità economica, sociale e ambientale”, afferma il Portavoce ASviS, Enrico Giovannini, “Se i partiti non metteranno lo sviluppo sostenibile al centro della legislatura, le condizioni dell’Italia saranno destinate a peggiorare anche in confronto ad altri paesi”.


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