Api a rischio per cambi amenti climatici, pesticidi e inquinamento. Alle api, alle minacce che devono fronteggiare e al ruolo di questi impollinatori per lo sviluppo sostenibile, l’alimentazione e la tutela della biodiversità è dedicata la Giornata mondiale delle api che si celebra oggi, 20 maggio. Circa il 75% delle coltivazioni alimentari dipende dall’impollinazione e secondo la Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, oggi le colonie di api sono soggette a livelli di estinzione da 100 a 1000 volte più alti del normale, soprattutto a causa dell’uso e abuso di pesticidi e della mano umana.

Già 230 mila cittadini europei hanno chiesto di salvare le api, sottolinea Slow Food ricordando che qualche giorno fa apicoltori e organizzazioni ambientaliste hanno consegnato una petizionefirmata da più di 230.000 europei ai ministri nazionali dell’Agricoltura in 7 capitali europee, chiedendo di migliorare il modo in cui l’Unione testa i nuovi pesticidi. E in occasione dell’odierna giornata, Slow Food lancia la campagna internazionale “Slow Bees” per difendere gli impollinatori e assicurare maggiore eco e visibilità alle minacce che colpiscono le api, gli altri insetti impollinatori, le piante e la biodiversità.

Attivisti e comunità pianteranno alberi biologici da fiori per dare alle api un nutrimento privo di pesticidi, ma l’iniziativa è globale e aperta: chiunque può partecipare, piantando fiori e alberi biologici e condividendo il lavoro fatto sui propri canali sociali usando gli hashtag #onetreeforahive, #plantoneforpollinators e #slowtreesforbees.

Alla salute delle api è dedicata anche un’iniziativa dei cittadini europei. Qualche giorno fa infatti la fa la Commissione europea ha deciso di registrare l’iniziativa “Salviamo le api! Protezione della biodiversità e miglioramento degli habitat degli insetti in Europa” che punta a difendere la biodiversità, ridurre i pesticidi e migliorare gli habitat naturali per salvare le api.

Per Confagricoltura e Fai-Federazione Apicoltori Italiani quella di oggi sarà la “Giornata Mondiale dell’Ape Italiana”. “Siamo alla seconda edizione della “Giornata mondiale delle api”, proclamata nel 2018 dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, su iniziativa della Repubblica Slovena e con il sostegno e il voto favorevole dell’Italia – spiegano – L’apicoltura italiana costituisce un importante settore del comparto agricolo nazionale, per la capacità produttiva raggiunta e per la funzione impollinatrice che le api svolgono a favore degli ambienti rurali, naturali e urbani”.  In Italia sono censiti circa 55 mila apicoltori cui si aggiungono almeno altri 5 mila che, specie fra i giovani, manifestano propositi di investimento in questo settore. Il patrimonio apistico nazionale è in crescita, dicono dal Fai, e, nonostante le numerose avversità, nel 2018 ha raggiunto 1.500.000 alveari, con una produzione potenziale di circa 23.000 tonnellate e un volume d’affari stimato in 150 milioni di euro, cui sono da aggiungere 2 miliardi di euro di valore della produzione delle sole colture di interesse agro-alimentare.

La Giornata mondiale delle api, dicono Confagricoltura e FAI, “deve essere l’occasione per promuovere presso l’opinione pubblica iniziative per far conoscere di più la vita delle api, il loro ruolo nel preservare la biodiversità e la necessità che – gli agricoltori per primi, come tutti i cittadini del pianeta – si attivino ulteriormente per aiutare l’ape spargendo semi di fiori utili alla produzione di nettare e polline, le matrici alimentari che sono alla base della più grande e preziosa simbiosi naturale che rende vitale il mondo in cui viviamo”.

 

Notizia pubblicata il 20/05/2019 ore 07.53

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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