Mentre prosegue senza sosta il boom del biologico nel nostro Paese (nel 2015 il settore ha smosso un giro d’affari di 2,1 miliardi di euro per il solo canale domestico- dati Ismea), il decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2015/412 che dà libertà agli Stati membri di limitare o vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati (OGM) estende questa libertà alle Regione. In questa configurazione, lo schema del decreto, passato al vaglio della Conferenza delle Regioni, mira a ridurre il potere del Ministero delle politiche agricole, facendo assumere molte più responsabilità agli uffici regionali.

Mentre in Italia cresce l’attenzione dei consumatori per cibi salubri e naturali, e aumentano i consumi di alimenti biologici”, dichiara Walter Meazza, presidente di Adiconsum, “il Governo italiano invece di rispondere con misure adeguate, prende una posizione alla “Ponzio Pilato” nei confronti degli Ogm, lavandosene le mani e lasciando la responsabilità di decidere alle Regioni”. Secondo il presidente dell’associazione dei consumatori il rischio sarà quello di un uso delle sementi geneticamente modificate a macchia di leopardo, non solo in Europa, ma anche in Italia.

Chiediamo”, conclude Meazza, “che si riaffermi la competenza esclusiva dello Stato in capo alla persona del Ministro delle Politiche agricole, che deve continuare nella strada già avviata in favore di un’agricoltura sostenibile, basata sulla qualità e sulla biodiversità. È quanto ci richiedono i consumatori, è quanto ci richiede il Paese, per salvare e promuovere il Made in Italy. Il Ministro ritiri lo schema di decreto in discussione e convochi al più presto le Associazioni Consumatori”.

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