Sulla questione olio di palma nei biodiesel arriva da parte della Commissione Europea un timido segnale che, però, non convince la coalizione delle associazioni europee, tra le quali c’è anche Legambiente, promotrice della campagna NotInmytank “No all’olio di palma nei biodiesel”. La Commissione, in un atto delegato in consultazione pubblica fino all’8 marzo, riconosce che le coltivazioni di palma da olio causano una significativa deforestazione e per questo l’olio di palma non potrà essere impiegato nella miscela dei biocarburanti Ue dal 2021. La stessa Commissione prevede, però, un’esenzione per l’olio vegetale prodotto in piccole piantagioni (2-5 ettari) o prodotto su terreni “inutilizzati” per almeno cinque anni.

Per questo Legambiente, insieme alla coalizione delle associazioni, lancia un appello ai parlamentari europei affinché in queste settimane di consultazione e prima dell’adozione dell’atto finale, si ritorni sul tema e si riveda il testo, ascoltando anche la coalizione e gli oltre 600mila cittadini che hanno firmato la petizione “NotInmytank” per chiedere la messa al bando dell’olio di palma nei biodiesel e lo stop ai sussidi previsti per questa pratica, e salvare, così, le foreste e la biodiversità in pericolo (in primis gli oranghi). In particolare Legambiente chiede, a livello nazionale, che l’Italia segua l’esempio di Francia e Norvegia che hanno già annunciato di voler eliminare l’olio di palma nei biocarburanti dal 2020.

“La Commissione”, spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, “fissa finalmente un principio fondamentale ribadendo che l’olio di palma ha un impatto troppo alto in termini di deforestazione, ma contemporaneamente concede eccezioni e scappatoie tanto da lasciare le cose come stanno per cui alla fine nei nostri motori questo olio vegetale ritornerà sotto forma di biodiesel”

“Al nostro governo chiediamo di sostenere, insieme ai rappresentanti italiani nella Commissione e nel Parlamento Europeo, l’abbandono dei biocarburanti e biocombustibili alimentari, chiediamo di moltiplicare gli sforzi per prevedere nel prossimo Piano Nazionale Clima ed Energia una drastica riduzione delle importazioni di olio di palma per usi energetici e di seguire l’esempio di Francia e Norvegia che hanno già annunciato di volerlo eliminare entro il 2020”.

Partita a fine novembre, la campagna europea NotInmytank ha raccolto fino ad oggi oltre 600mila firme. L’emblema della campagna, che Legambiente ha rilanciato in Italia con #Save Pongo, è l’orango, primate che vive nelle foreste di Borneo, tra l’Indonesia e la Malesia, principali produttori mondiali di olio di palma. Ogni giorno, a causa della deforestazione da olio di palma, muoiono 25 oranghi. Questi primati non hanno più di che nutrirsi e, quando si avvicinano ai frutti delle palme, vengono uccisi.

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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