Overshoot day

Overshoot day

Il giorno è arrivato, anche quest’anno, inesorabile come sempre: siamo ufficialmente in “Over shoot”. Oggi, 29 luglio, ogni uomo sulla Terra avrà consumato tutte le risorse che gli ecosistemi della Terra sono in grado di rigenerare per quell’anno.

In pratica, da oggi in poi tutto quello che consumiamo per mangiare, muoverci, vestirci, e ogni altra attività della nostra vita quotidiana andrà a consumare le risorse che sarebbero destinate alle generazioni successive.

Mai come quest’anno la data del sovrasfruttamento delle risorse è arrivata così in anticipo: 30 anni fa cadeva in ottobre, 20 anni fa verso la fine di settembre. E adesso non arriviamo ad agosto.

Overshoot day, data sempre più in anticipo
Overshoot day, data sempre più in anticipo

Overshoot Day: l’impronta ecologica

Secondo i calcoli del Global Footprint Network attualmente l’uomo sta utilizzando le risorse naturali ad un ritmo 1,75 volte più veloce rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi, il che equivale a dire che avremmo bisogno di quasi 2 pianeti Terra per continuare a sopravvivere a questo ritmo.

“Affermare che non possiamo utilizzare 1,75 pianeti perché semplicemente ne abbiamo solo uno disponibile, è riconoscere il reale contesto in cui vive l’uomo” dice Mathis Wackernagel, co-ideatore dell’Impronta Ecologica e fondatore del Global Footprint Network. E aggiunge: “Alla fine, lo stile di vita dell’uomo troverà il suo equilibrio con le risorse naturali della Terra. La questione è se scegliamo di arrivare a questo punto in seguito a delle catastrofi oppure in seguito a delle decisioni prese con coscienza, se scegliamo di avere un pianeta malato o un pianeta che prospera”.

Osservando i risultati dell’impronta ecologica di ciascuno dei paesi maggiormente coinvolti nello sfruttamento delle risorse naturali disponibili, scopriamo che gli Stati Uniti sono ai vertici di questa infausta classifica con un consumo annuo equivalente a 5 pianeti, l’Australia ne utilizza 4,1 e la Russia 3,2. L’Italia si colloca nella media dei paesi europei, con ben 2,7 pianeti, stesso fabbisogno di Francia e Regno Unito.

Overshoot Day: di quanti pianeti abbiamo bisogno?
Overshoot Day: di quanti pianeti abbiamo bisogno?

Cosa si può ancora fare: #MoveTheDate

Tutto è perduto? No, ma bisogna agire e farlo in fretta.

Da qui l’appello “#MoveTheDate” (Spostiamo la data, ndr). Bastano 5 giorni in avanti ogni anno e l’umanità tornerebbe a essere in armonia con il pianeta prima del 2050. 

Tra le azioni concrete da mettere in pratica subito vi è quella di sostituire il 50% di consumo di carne con una dieta vegetariana che contribuirebbe a spostare la data dell’Overshoot Day di 15 giorni in avanti. Questo dato comprende 10 giorni per la riduzione delle sole emissioni di metano dagli allevamenti.

Ridurre la componente delle emissioni di CO2 dell’Impronta globale del 50%, contribuirebbe invece a far andare indietro il calendario dell’Overshoot Day di ben 93 giorni.

Altre azioni possono essere condotte per quanto riguarda la progettazione delle città e lo sviluppo dell’urbanizzazione: con strategie ad hoc è possibile bilanciare la domanda e l’offerta di risorse necessarie per vivere nell’ambiente urbano.

La decarbonizzazione dell’economia è senz’altro la chance migliore che abbiamo per invertire la rotta del cambiamento climatico e migliorare il bilancio tra la nostra impronta ecologica e la capacità del pianeta di rigenerare le risorse.

Il modo in cui ci approvvigioniamo dei più importati beni di necessità può influire molto sulla sostenibilità del nostro stile di vita: scegliere cibo a km 0 ed evitare quelli industriali può ridurre di molto l’impatto sull’ambiente.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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