Parchi Rifiuti Free? Non proprio. Nei Comuni dei parchi nazionali raccolta differenziata insufficiente (foto Pixabay)

Parchi Rifiuti Free? Non proprio. La raccolta differenziata è ancora insufficiente nei poco meno di 500 Comuni che si trovano nei 24 parchi nazionali d’Italia. Solo in 9 parchi si raggiunge l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. Negli altri ci si ferma in media sopra il 60% con dati inferiori al 50% nel parco nazionale della Sila, del Gran Sasso, del Circeo, Foreste Casentinesi e Aspromonte. Il miglior risultato è invece del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi con l’86,68% di raccolta differenziata e tutti i suoi 15 Comuni ricicloni. Ai primi posti ci sono anche Pantelleria, con oltre il 78% di raccolta differenziata, seguita dalle Cinque Terre e dalla Maiella. Il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio vede un incremento del 20,56% di raccolta differenziata tra il 2020 e il 2021.

Parchi Rifiuti Free, il dossier dei Comuni situati nei parchi nazionali

Parchi Nazionali Rifiuti Free è la prima edizione del dossier Legambiente che fotografa, nei comuni situati nelle aree di grande pregio naturalistico, «performance ancora insufficienti nella gestione dei rifiuti e in particolare della raccolta differenziata» nonostante tutte le amministrazioni italiane avrebbero dovuto raggiungere l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2012.

L’obiettivo del dossier è quello di promuovere la corretta gestione dei rifiuti nei comuni dei parchi nazionali e delle aree naturali protette che hanno una raccolta differenziata troppo bassa e avviare, insieme alle stesse aree, azioni di riduzione dei rifiuti attraverso una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti. Dove infatti ci sono rifiuti abbandonati, questi danneggiano l’ambiente, sono un pericolo per la fauna selvatica e di certo rendono gli stessi luoghi meno “appetibile” dal punto di vista turistico. Non sono insomma un bel biglietto da visita per i turisti.

«La gestione dei rifiuti, pur non essendo una competenza diretta degli enti gestori delle aree protette, se non viene realizzata dai comuni delle aree protette in maniera efficiente, ha dei risvolti negativi abbastanza evidenti: i rifiuti abbandonati diventano un detrattore ambientale e fattore di perdita di biodiversità e creano problemi nella gestione della fauna selvatica; una gestione inefficace della raccolta dei rifiuti solidi urbani ha risvolti negativi per l’attrattività turistica dei comuni delle aree protette e rischia di condizionare in negativo il giudizio di chi visita questi luoghi; una produzione eccessiva di rifiuti e una bassa raccolta differenziata non sono in linea con il turismo sostenibile perché i servizi e le attività di cui si fruisce non rispettano i principi della sostenibilità; il turista attivo, che fruisce della natura protetta per le sue vacanze, nella scelta delle località da visitare mette al centro il rispetto della sostenibilità a partire dall’economia circolare, la mobilità sostenibile e, in generale, tutte quelle azioni che contribuiscono a ridurre le emissioni climalteranti» (Parchi Rifiuti Free).

I numeri di Parchi Rifiuti Free

Parchi Rifiuti Free, sulla base dei dati Ispra 2021, rielabora i dati sulla raccolta differenziata di 498 comuni dei 24 Parchi nazionali – quasi un milione e mezzo di ettari di territorio protetto con una popolazione di quasi 2 milioni e 800 mila abitanti. 398 sono comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti ma ci sono anche 7 città capoluogo (Belluno, La Spezia, Livorno, Andria, Reggio Calabria, L’Aquila e Latina).

Dei 24 Parchi nazionali, sintetizza Legambiente, solo 9 Comuni raggiungono l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata: Dolomiti Bellunesi, Pantelleria, Maiella, Cilento, Cinque Terre, Asinara, La Maddalena, Val Grande e Arcipelago Toscano. La percentuale media di raccolta differenziata di tutti i Comuni dei 24 Parchi Nazionali, invece, è ancora insufficiente e pari al 60,79%, cresciuta di appena il 3% tra il 2020 e il 2021.

Ci sono in tutto 265 Comuni che Legambiente segnala come ricicloni (superano il 65% di raccolta differenziata) e 87 Comuni Rifiuti Free (in cui la produzione pro-capite di rifiuti avviati a smaltimento è inferiore ai 75 Kg/ab/anno).

«Per raggiungere gli obiettivi al 2030 e favorire la transizione ecologica soprattutto nei parchi, territori ricchi di natura ma più esposti ai cambiamenti climatici, serve un cambio di passo con politiche territoriali efficaci e coerenti – ha detto Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente – I dati di Parchi Rifiuti Free fotografano una situazione di forte ritardo di troppi Comuni e desta particolare preoccupazione la situazione dei 56 Comuni che hanno il 100% del proprio territorio in un Parco nazionale che sono, però, ben lontani, tranne rare eccezioni, dall’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. Importante un patto tra parchi e comunità locali».

I parchi naturali, oltre a tutelare le specie a rischio, devono accompagnare le comunità verso scelte green, spiega Legambiente.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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