Foto: Terre des Hommes Italia
Patto su migrazione e asilo, Terre des Hommes: il nuovo sistema riduce le protezioni per i minori
Secondo Terre des Hommes il nuovo Patto su migrazione e asilo dell’Ue, in vigore da oggi, introduce misure che non tengono conto della vulnerabilità di bambini, bambine e adolescenti
“L’entrata in vigore del Patto UE su migrazione e asilo rappresenta un rischio concreto per i minori stranieri che raggiungono il nostro Paese in cerca di protezione e rispetto dei diritti”: così Federica Giannotta, Responsabile progetti Italia della Fondazione Terre des Hommes Italia ETS, commenta il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, da oggi in vigore in tutti i paesi dell’Unione Europea.
Secondo Giannotta – si legge in una nota – “il nuovo sistema rischia di ridurre le tutele proprio di bambini, bambine e adolescenti, essendo anche per loro previste procedure che, a vario titolo, non tengono conto della loro vulnerabilità”.
Patto europeo su migrazione e asilo, le criticità secondo Terre des Hommes
Per Terre des Hommes Italia “il nuovo Patto, con procedure di screening, trattenimenti in frontiera per lunghi periodi in condizioni e luoghi non sicuri, rischia di aggravare le criticità di un sistema già fragile, che con la Legge Zampa aveva compiuto un passo avanti in termini di tutela proprio dei minori stranieri non accompagnati, mettendo in dubbio i principi fondamentali del diritto europeo e internazionale in materia di diritti umani“.
Tra i punti più critici evidenziati dall’Organizzazione c’è “la possibilità di rimpatriare i minori, inclusi quelli non accompagnati, verso Paesi con cui non hanno legami significativi o che non offrono adeguate garanzie di accoglienza e protezione. Per un bambino o un adolescente – sottolinea – un rimpatrio non può essere trattato come una semplice procedura amministrativa: può significare un nuovo sradicamento, l’interruzione di un percorso di protezione e l’esposizione a condizioni di forte vulnerabilità“.
Un altro fronte aperto riguarda le modalità e i tempi dell’esame delle domande di asilo. “Le procedure di accertamento alle frontiere, pur prevedendo l’assistenza di figure esperte, rischiano nei fatti di equiparare i minori agli adulti – spiega ancora Terre des Hommes Italia -. Preoccupa, in particolare, la possibilità di ricorrere a misure coercitive per la raccolta dei dati biometrici, come le impronte digitali, anche su bambini dai 6 anni in su”.
Terre des Hommes Italia segnala, inoltre, il rischio di un ricorso esteso al trattenimento, con la possibilità di trattenere fino a 24 mesi anche famiglie con bambini e minori non accompagnati. “Una prospettiva che – sottolinea – può tradursi in lunghe permanenze in luoghi inadeguati, se non dannosi, per il benessere, la sicurezza e lo sviluppo di bambini e bambine”.

