Prosegue l’inchiesta nei confronti di Porsche nell’ambito del Dieselgate, avviata dalla Procura di Padova grazie all’esposto di MDC-Movimento Difesa del Cittadino, rappresentato dall’avvocato e vicepresidente nazionale dell’associazione Francesco Luongo. Un segnale chiaro e inequivocabile che gli inquirenti vogliono andare fino in fondo su questo scandalo anche nei confronti della Porsche, come della Volkswagen.
La Procura vuole infatti verificare la presenza nei motori 3000 V6 installati sulle autovetture Porsche del 2015 di software in grado di alterare i risultati delle prove effettuate ai fini della omologazione europea.Giorni fa, inoltre, nonostante l’eccezione proposta dai legali della casa automobilistica, MDC è stata ammessa all’incidente probatorio perché legittimata, a costituirsi parte civile nell’eventuale  processo per reati ambientali che seguirà alle indagini. “Le due inchieste, quella su Porsche e quella su Volkswagen presso le Procure di Padova e Verona restano le uniche a rilevanza penale aperte in Europa grazie a MDC che per prima ha segnalato le ipotesi di reato agli inquirenti e anche all’ Antitrust che ha sanzionato la multinazionale per 5 milioni di euro.

MDC continuerà a tutelare i proprietari dei veicoli coinvolti nello scandalo Dieselgate, a cui sino ad oggi non è stato riconosciuto un euro di risarcimento dalla multinazionale tedesca a differenza dei proprietari in USA più tutelati dal proprio Governo”, sottolinea l’associazione che, visto il fallimento anche del tavolo di consultazione avviato presso il MISE, proseguirà con la raccolta delle denunce dei consumatori presso tutti i propri sportelli sul territorio nazionale che sarà possibile contattare tramite gli indirizzi sul proprio sito web www.difesadelcittadino.it


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