Educazione finanziaria o pratica commerciale scorretta a danno di minorenni? Sul banco degli imputati finisce l’iniziativa “IoStudio Postepay”, la nuova Carta dello Studente realizzata dal MlUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e distribuita agli studenti delle scuole superiori, arricchita con le funzionalità di pagamento della carta Postepay. In pratica agli studenti delle superiori viene distribuita gratuitamente dalle segreterie scolastiche una carta prepagata e ricaricabile, che verrà usata per accedere alle offerte per gli studenti ma anche per prelevare e fare acquisti. Per Konsumer Italia è una pratica commerciale scorretta a vantaggio di Poste Italiane e neanche educativa.
Le carte sono in consegna dal 28 aprile scorso: finora ne sono state consegnate 630 mila agli alunni del primo anno delle scuole superiori italiani, mentre da settembre l’iniziativa si estenderà. Come spiega il sito dedicato di PostePay, “IoStudio Postepay è l’unica Carta dello Studente nazionale che consente di accedere a tutte le offerte, i servizi e le agevolazioni per musei, cinema, telefonia, internet, tecnologia, libri, materiale scolastico, viaggi e molto altro ancora dedicate agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado”. Attenzione però, perché si tratta di moneta elettronica a tutti gli effetti: “loStudio Postepay, inoltre, è una carta prepagata e ricaricabile che consente di fare acquisti fino a 2.500 euro in tutti i negozi e in tutti i siti internet del circuito Visa/Visa Electron e di prelevare fino a 1.000 euro all’anno presso tutti gli ATM Postamat e Visa – spiega il sito – La Carta è gratuita e viene distribuita a tutti gli studenti direttamente dalle segreterie scolastiche. Una volta attivata, la Carta può essere utilizzata per i pagamenti e i prelievi presso gli esercizi commerciali e i siti convenzionati Visa e Visa Electron, può essere ricaricata in tutti gli uffici postali, gli ATM Postamat, sul sito postepay, presso le ricevitorie Sisal e da SIM PosteMobile abilitata”.
C’è di più: “In qualunque momento è possibile trasformare gratuitamente la carta IoStudio Postepay in una Postepay nominativa versione Standard e ampliarne le funzionalità, è sufficiente essere maggiorenni e recarsi in un qualsiasi ufficio postale con un documento d’identità e il codice fiscale”.
Queste le caratteristiche del “servizio”, che ha sollevato la protesta di diversi genitori e che si presta a evidenti criticità, quali quelle sottolineate dall’associazione Konsumer Italia. “La nuova iniziativa di Poste italiane, promossa di concerto con il MIUR (ministero dell’istruzione, università e ricerca), tesa a diffondere sistemi di pagamento elettronici tra i giovani rischia di essere il classico boomerang disinformativo e di attrazione di comportamenti scorretti”, afferma Fabrizio Premuti, Presidente Konsumer Italia, per il quale l’iniziativa “deve considerarsi una grave ipotesi di pratica commerciale scorretta a danno di famiglie e giovani consumatori italiani”.
Intanto, si potrebbe prospettare un’ipotesi di concorrenza sleale a carico di altri istituti di credito. C’è poi il fatto che la carta rappresenta un prodotto bancario vero e proprio, privato, destinato a ragazzi minorenni che non l’hanno richiesta. “Relativamente alla tutela dei singoli consumatori, ci troviamo di fronte ad una ipotesi di pratica commerciale scorretta avente ad oggetto uno strumento bancario non richiesto, i cui destinatari risultano essere ragazzi minorenni: e tale circostanza non può essere esclusa da un presunto accordo con il Miur, il quale dovrebbe peraltro spiegare ai cittadini italiani il motivo per il quale permette a Poste italiane di commercializzare un prodotto bancario privato (ricordiamo che l’attività di bancoposta è attività bancaria privata, soggetta alla disciplina del Tub nonché alle vigenti regole di trasparenza) mediante un vero e proprio rastrellamento di clientela minorenne – spiega Premuti – Le carte oggetto dell’iniziativa Poste Italiane infatti, devono considerarsi un prodotto, anzi un contratto bancario, la cui conclusione, che può essere fatta anche online, non può essere lasciata  alla libera determinazione di un minore di età, e ciò per più ordini di motivi. Innanzi tutto ci chiediamo chi e come garantisca la corretta informazione per un corretto utilizzo di questo strumento: se fossimo dinanzi ad un vero e proprio progetto formativo e non dinanzi ad una mascherata operazione commerciale, Miur e Poste dovrebbero andare presso gli istituti scolastici per sensibilizzare e formare i minori ad un corretto utilizzo dello strumento, e non lasciare, anzi abbandonare, le carte presso le segreterie delle varie scuole già oberate da incombenze di ogni tipo”.
Dov’è l’obiettivo educativo e dove invece quello commerciale? Questo il nocciolo della questione. Anche perché, spiega Konsumer Italia, la ricarica di queste prepagate può essere fatta direttamente dai minori senza controllo da parte dei genitori: “Il Miur forse non ha riflettuto sulle potenziali conseguenze dannose nell’utilizzo di tali strumenti, quali ad esempio la possibilità per i minorenni di acquistare su internet prodotti o servizi a contenuto sessuale, medicinali provenienti dall’estero, accedere a servizi relativi a giochi d’azzardo? Internet non è solo acquisti sicuri, ma anche la violazione dei sistemi di sicurezza più evoluti”.
Konsumer Italia, sulla base anche delle segnalazioni di genitori di alunni che hanno ricevuto la PostePay, chiederà spiegazioni al Ministero, segnalerà l’iniziativa all’Autorità Antitrust e chiederà un incontro a Poste Italiane. Spiega Premuti: “La tutela dei minori, il corretto approccio all’uso responsabile del denaro, essere consumatori consapevoli, sono elementi ed azioni che si coniugano alla responsabilità sociale delle imprese, questo ci aspettiamo dalle imprese italiane”.

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