Prezzi carburanti, l'Antitrust chiede alla GdF la documentazione sulle violazioni accertate

Prezzi carburanti, l'Antitrust chiede alla GdF la documentazione sulle violazioni accertate (Fonte immagine: Pixabay)

Il Presidente dell’Antitrust, Roberto Rustichelli, ha scritto al Comandante Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana, chiedendo di acquisire la documentazione relativa ai recenti controlli effettuati sui prezzi dei carburanti, – si legge in una nota diffusa dall’Autorità – con particolare riguardo alle violazioni accertate.

Nel corso del 2022, infatti, la Guardia di Finanza ha eseguito 5.187 interventi nell’ambito di una campagna di controllo sulla dinamica dell’andamento dei prezzi dei carburanti nella fase di variazione delle aliquote di accisa, contestando 2.809 violazioni alla disciplina prezzi. Di tali violazioni, 717 hanno riguardato la mancata esposizione e/o difformità dei prezzi praticati rispetto ai prezzi indicati e 2.092 l’omessa comunicazione al Ministero.

La Guardia di finanza, inoltre – secondo quanto precisato in una nota – “assicurerà per il 2023 un’attività di enforcement strutturata e capillare sul territorio, anche al fine di contribuire a calmierare gli aumenti dei prezzi“.

Controlli sui prezzi dei carburanti, il parere dell’UNC

L’Unione Nazionale Consumatori è intervenuta sulla nota diffusa dall’Antitrust, ribadendo la necessità di modificare la normativa per contrastare le speculazioni.

“Siamo contenti che l’Antitrust voglia fare le opportune verifiche. Peccato che noi abbiamo fatto, in occasione delle certe e vere speculazioni del marzo 2022, ben 3 esposti all’Antitrust (11 marzo 2022, 24 marzo 2022 e 8 aprile 2022) sui prezzi dei carburanti impazziti e non ci risulta che qualcuno sia stato condannato – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. – Nulla dalla Procura di Roma alla quale ci rivolgemmo e che già apri un fascicolo d’indagine il 14 marzo 2022. Siamo lieti anche che il generale Zafarana sia al centro dell’attenzione del Governo, ma anche che fu già ascoltato in Senato il 24 marzo 2022 e le sue parole passarono sotto silenzio da parte della politica. Aveva dichiarato che poteva fare ben poco contro le speculazioni e che serviva un cambio della normativa, che è quello che noi chiediamo ogni anno in occasione della legge sulla concorrenza, per considerare almeno pratica scorretta i rincari anomali in occasione di eventi come terremoti, pandemia o guerra in Ucraina”.

L’Unione Nazionale Consumatori ricorda che “il generale Zafarana dichiarò che l’art. 501 del codice penale (rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio) e il 501 bis, che punisce le manovre speculative sulle merci sono fattispecie molto ampie e per questo di rara e difficile applicazione. Senza contare che per contestarli è necessario sussista un concreto rischio di rarefazione o di rincaro di determinati beni e che il il rincaro o la rarefazione assumano forme, per intensità e durata, di assoluta eccezionalità. Motivi per i quali ipotizzava una riflessione sulle attuali norme, con l’obiettivo di renderle idonee a tutelare l’economia e i consumatori in momenti come quello attuale, e un aumento delle pene, che al momento stabiliscono un massimo di 3 anni di reclusione, in modo che si possano utilizzare strumenti più complessi ed efficaci per trovare le prove delle manovre speculative”.

“Quanto all’Antitrust – conclude Dona – la capo di gabinetto dell’Agcm, Maria Tuccillo, in un’audizione in commissione al Senato sul dl Ucraina bis, il 12 aprile 2022 aveva dichiarato che tra i compiti dell’autorità in materia di concorrenza “non rientra la repressione di generici fenomeni specultativi, ma l’autorità reprime abusi di posizioni dominanti o le intese restrittive della concorrenza“.


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