Il bluff delle ricaricabili a 28 giorni colpisce tutti, anche gli utenti che fin’ora si erano “salvati” dalla variazione partita l’estate scorsa, poiché avevano attiva un’offerta con rinnovo mensile. Adesso anche loro pagheranno 13 rinnovi invece che 12, contribuendo alla “tredicesima” degli operatori telefonici. Alcune vecchie offerte, addirittura, saranno sostituite con altre più recenti, d’emblée, senza possibilità di intervenire, se non cambiando operatore. E’ quanto denuncia Rete Consumatori Italiache si rivolge ad Agcom e Antitrust affinché obblighino le aziende a rimborsare l’indebita percentuale percepita e valutino eventuali sanzioni per le pratiche commerciali scorrette messe in atto.
L’ultima comunicazione in ordine temporale arriva da Vodafone, che proprio in questi giorni sta inviando messaggini ai suoi fedelissimi che si erano “salvati” al momento della variazione dello scorso anno, poiché avevano attiva un’offerta con rinnovo mensile. L’infelice novità, però, adesso toccherà anche a loro: dal 13 marzo 2016, infatti, anche questi utenti dovranno effettuare il “rinnovo mensile” della propria offerta ogni 4 settimane.
Dal momento in cui i clienti riceveranno l’SMS da Vodafone avranno 30 giorni di tempo per esercitare il diritto di recesso senza penale, (art. 70 comma 4 del Decreto legislativo 1° agosto 2003 n. 259 e delle Condizioni generali di contratto – informati su disattivazioni e recessi). Attenzione però: nel caso la tariffa sia abbinata all’acquisto a rate di uno smartphone o di un tablet si dovranno pagare tutte le rate rimanenti per completare appunto l’acquisto del device.
Ma non è tutto. Alcune vecchie offerte, addirittura, saranno sostituite con altre più recenti, d’emblée, senza possibilità di intervenire, se non cambiando operatore (informati sul cambio condizioni tariffarie). Alla faccia delle tanto declamate offerte “per sempre”, verrebbe da dire! Mesi interi di pubblicità per conquistare clienti promettendo tariffe che non ci avrebbero mai più abbandonato, e poi finisce tutto nel dimenticatoio così?
Sul caso è intervenuta l’Agcom che, dopo le dovute indagini, ha rilevato che “sul piano economico, l’effetto della nuova modalità di tariffazione implica un aumento medio annuo della spesa compresa tra il 7 e l’8%” e ha inviato una segnalazione all’Antitrust.
“Un danno inaccettabile per i consumatori che, dopo aver accettato tariffe e promozioni ben precise, si ritrovano cambiate le carte in tavola dall’oggi al domani”, hanno dichiarato Furio Truzzi, Giovanni Ferrari e Ivano Giacomelli, presidenti rispettivamente di Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici. Rete Consumatori Italia, pertanto, ha deciso di avanzare da subito richiesta all’Agcom affinchè l’Antitrust obblighi le aziende a rimborsare l’indebita percentuale percepita in più e valuti eventuali sanzioni per le pratiche commerciali scorrette messe in atto.


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2 thoughts on “Ricaricabili a 28 giorni, Rete Consumatori Italia chiede rimborsi

  1. Mi hanno applicato la nuova tariffa ricaricabile 10 € ogni 4 settimane mentre avevo il contratto mensile con WIND.
    E’ LEGALE? POSSONO DISATTENDERE UN CONTRATTO ?

  2. Le società dei telefonini cellulari non operano affatto in un regime di libera concorrenza infatti esse operano in un forte regime di monopolio permesso dalle varie autorità italiane ed allora queste società sicure della loro totale impunità operano come meglio desiderano imponendo costi e balzelli e gli utenti se vogliono usare il telefono cellulare sono obbligati a sottostare a questi infami monopoli!!!
    A quando l’Italia diventerà un Paese civile come tanti altri Paesi in Europa e nel mondo???

Parliamone ;-)

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