Rincari nel carrello della spesa, Altroconsumo: più 20% in un anno (Fonte foto: pexels-artem-beliaikin)

Continua l’onda dei rincari nel carrello della spesa. La spesa alimentare costa ormai il 20% in più rispetto a un anno fa e la guerra in Ucraina ha accelerato i rincari. Significa che la guerra è l’ultima spinta a una serie di aumenti che erano già scattati, collegati all’impatto economico della pandemia e all’aumento del costo dell’energia che ha trainato l’inflazione.

 

grafico altroconsumo
Altroconsumo rincari spesa alimentare, giugno 2022

 

Rincari nel carrello della spesa, più 20% in un anno

Nel mese di maggio Altroconsumo ha realizzato un’indagine, analizzando i prezzi a scaffale di 10 tipologie di prodotti alimentari. Attraverso la rilevazione prezzi fornita da IRI, l’Organizzazione ha monitorato i prezzi praticati da Ipermercati, Supermercati e Discount di 8 categorie di prodotti alimentari (olio di semi di girasole, farina 00, pasta, olio extravergine, zucchero, caffè, latte e passata di pomodoro) e di 2 prodotti del settore ortofrutticolo (zucchine e banane), confrontandoli con quelli del mese e dell’anno precedente.

I dati rilevati evidenziano, spiega Altroconsumo, come nell’ultimo mese ci sia stata una battuta di arresto nell’aumento del prezzo dei prodotti analizzati, ma che comunque in alcuni casi essi vengano pagati il doppio rispetto a un anno fa.

I rincari nel carrello della spesa sono in media del 20% ma, spiega l’associazione, la guerra in Ucraina non è l’unico fattore scatenante della corsa dei prezzi.

«Per i prodotti selezionati da Altroconsumo, un anno fa (maggio 2021) si spendeva in media 16,60 euro. Per gli stessi prodotti oggi (maggio 2022) le famiglie devono spendere quasi 20 euro (19,98 euro per l’esattezza): è il 20% in più (pari a 3,38 euro di differenza)».

L’aumento di spesa, precisa l’associazione, riguarda solo le categorie di prodotti oggetto del monitoraggio, dalle quali sono state rimosse zucchine e banane perché troppo legate alla stagionalità del prodotto. Si tratta comunque di prodotti che frequentemente i consumatori italiani mettono nel loro carrello, e il peso di questi aumenti si fa sentire anche sugli scontrini.

 

supermercato
I rincari nel carrello della spesa, dall’inizio della pandemia a oggi con la guerra in corso

 

Rincari, alcuni già prima della guerra

«Indubbiamente la situazione in Ucraina ha avuto un forte impatto sui prezzi, ma già a partire da gennaio 2022 si è registrato un rialzo rispetto alla primavera precedente – spiega Altroconsumo – Nel caso di spesa dei prodotti selezionati, a gennaio 2022 una famiglia avrebbe pagato 17,51 euro: il 5% in più rispetto a maggio 2021. Per diversi prodotti, quindi, i prezzi hanno cominciato ad aumentare già prima del conflitto, per una molteplicità di cause sia di tipo climatico, sia ad esempio in risposta alle chiusure (e riaperture) collegate alla pandemia da Covid 19 o in conseguenza delle politiche messe in campo dai vari paesi per attenuarne l’impatto economico».

Quali sono dunque gli aumenti? Su base annua, l’olio di semi di girasole subisce un aumento del 93% rispetto al 2021. 1 kg di farina rincara (sempre nel confronto annuale) del 33% e 1 kg di pasta del 25%.

Sempre su base annua, l’olio extravergine di oliva aumenta del 13%; lo zucchero del 12%; 1 kg di caffè dell’11%.

Il caso della pasta

«A causa dell’innalzamento dei costi della materia prima, il prezzo della pasta di semola ha subito una corsa al rincaro a partire dalla scorsa estate – spiega Altroconsumo – Anche se con qualche rallentamento, questa corsa è continuata fino ad oggi. A maggio 2021 un chilo di pasta veniva pagato 1,26 euro, oggi in media 1,57 euro: il 25% in più. Nell’ultimo mese il prezzo medio non è cresciuto, ma è troppo presto per dire se il prezzo di questo prodotto abbia invertito la tendenza all’aumento oppure no; è infatti già capitato nei mesi scorsi di riscontrare qualche rallentamento prima di nuovi aumenti. Prendendo come riferimento il mese di gennaio 2022 (prima dell’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina), oggi si registra un aumento del 7% in più, anche se tra gennaio 2022 e maggio 2021 l’aumento era già stato considerevole (+ 16% in 8 mesi)».

Il caso delle zucchine

«Anche per il prezzo delle zucchine si registrano aumenti rispetto al 2021. Già il mese scorso Altroconsumo aveva segnalato un aumento del 32% (tra aprile 2021 e aprile 2022). A maggio questo aumento si è ridimensionato, ma resta comunque marcato: +19% tra maggio 2022 e maggio 2021. L’analisi dei prezzi di questo prodotto non è semplice. Si tratta di un prodotto fresco con una filiera che può risentire di diverse problematiche, quali eventi climatici avversi ma anche difficoltà nel reperimento della manodopera (come avvenuto nel periodo Covid) e maggiori costi per il trasporto. Per prodotti come questo non tutti gli anni sono uguali, e già in passato sono stati riscontrati aumenti momentanei dei prezzi».


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