Il lavoro in Italia fra 10 anni? Popolato da robot. La sostituzione uomo-macchina potrebbe avvenire in tutti i settori lavorativi: da quelli che richiedono attività operative fisiche a quelli che necessitano di abilità intellettive e concettuali. È quanto emerge dalla recente ricerca Il futuro del lavoro nella società digitale commissionata dall’Associazione italiana per l’informatica e il calcolo automatico (Aica) e condotta da SDA Bocconi, School of Management. Per la ricerca sono stati intervistati opinion leader, studenti di 15 atenei italiani, startupper di settori economici differenti, manager d’azienda e responsabili del personale. Le aziende cavalcheranno le opportunità della tecnologia, ma sentono (per il 69% tra quelle intervistate) anche la responsabilità di preoccuparsi dei livelli occupazionali in diminuzione. Ad accendere il dibattito c’è poi la questione della regolamentazione del lavoro robotizzato. Secondo il fondatore di Microsoft, Bill Gates, intervistato di recente dal giornale online statunitense Quartz, i robot che svolgono lavori umani dovrebbero essere tassati, perché tolgono posti ai “colleghi” in carne ed ossa. Il tema interessa tutto il pianeta. Si stima che solo negli Stati Uniti, 8 milioni di posti di lavoro sono a rischio per l’automazione; 15 milioni in Gran Bretagna.

robot«Al momento se un lavoratore umano guadagna 50.000 dollari lavorando in fabbrica, il suo reddito è tassato» spiega Gates. «Se un robot svolge lo stesso lavoro dovrebbe essere tassato allo stesso livello. In più l’uso di robot può generare profitti con risparmi sul costo del lavoro e quindi i robot potrebbero pagare imposte minori di quelle umane, ma dovrebbero pagarle. Non ritengo che le aziende che producono robot si arrabbierebbero se fosse obbligatoria una tassa» aggiunge Gates. Ma quali sono le occupazioni più a rischio? Quelle meno retribuite, dicono gli esperti. E il rischio? Che i robot amplino il divario fra poveri e ricchi. Secondo Gates bisogna però guardare avanti con ottimismo perché «i lavori svolti da umani saranno sempre indispensabili». Fra questi l’insegnamento, la cura degli anziani e delle persone con esigenze speciali.

I temi della robotica e dell’intelligenza artificiale sono arrivati anche tra gli scranni del Parlamento europeo, grazie all’approvazione di una risoluzione (con 396 voti  favorevoli) che invita la Commissione europea a stabilire delle regole precise su varie questioni. «I deputati» fa sapere l’ufficio stampa del Parlamento europeo «chiedono alla Commissione europea di proporre norme in materia di robotica e di intelligenza artificiale per sfruttarne appieno il potenziale economico e garantire un livello standard di sicurezza e protezione. In diversi Paesi, secondo gli eurodeputati, sono previsti standard normativi per i robot. Spetta dunque all’UE prendere l’iniziativa su come impostare questi standard, in modo da non essere costretti a seguire quelli eventualmente stabiliti da Paesi terzi». Sotto la lente d’ingrandimento sono, in particolare, le questioni di responsabilità per le auto senza conducenti. «Il Parlamento chiede con urgenza un regime di assicurazione obbligatoria e un fondo integrativo al fine di garantire che le vittime di incidenti che coinvolgono auto senza conducente siano completamente risarcite» spiega l’ufficio stampa. «Nel lungo termine invece, il Parlamento chiede alla Commissione di prendere in considerazione la creazione di uno status giuridico specifico per i robot, per stabilire di chi sia la responsabilità in caso di danni. Il crescente utilizzo della robotica solleva anche questioni etiche, per esempio relative alla privacy e alla sicurezza. I deputati propongono un codice di condotta volontario sulla robotica per ricercatori e progettisti, volto a garantire che essi operino nel rispetto delle norme legali ed etiche e che il design del robot e il suo utilizzo rispettino la dignità umana» sottolinea l’ufficio stampa dell’Europarlamento.

I deputati hanno inoltre chiesto alla Commissione di prendere in considerazione la creazione di un’Agenzia europea per la robotica e l’intelligenza artificiale, per dare alle autorità pubbliche competenze tecniche, etiche e normative. In tutto questo, non mancano le considerazioni sull’impatto nel mercato del lavoro. Secondo il Parlamento, «il rapido sviluppo dei robot potrebbe comportare cambiamenti nel mercato del lavoro attraverso la creazione, lo spostamento e la perdita di posti di lavoro. I deputati esortano quindi la Commissione a seguire da vicino tali sviluppi».

 

di Marianna Castelluccio


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