saldi estivi

Quasi sette italiani su dieci spenderanno meno di 200 euro per i saldi invernali. Mentre la quasi totalità delle imprese applicherà uno sconto medio sui prodotti venduti a saldo fino al 50%. Sul versante dei consumatori, il 60,5% è intenzionato ad approfittare dei saldi invernali di quest’anno (con una flessione dell’8% rispetto allo scorso anno), mentre il 39,5% non prevede di utilizzarli. Sono i dati che emergono dall’indagine sui saldi invernali 2013 realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research. Secondo Federconsumatori e Adusbef, invece, le stime diffuse da Confcommercio sono ottimistiche e il numero delle famiglie che si dichiarano propense ad acquistare a saldo sarà pari ad appena il 36%-37%.
L’indagine restituisce un quadro della clientela e delle modalità con cui i consumatori approfitteranno dei saldi. La spesa media a persona è in genere non molto alta – il 68,7% non si spingerà oltre i 200 euro – e risultano in flessione le intenzioni di acquisto di tutte le tipologie di prodotti. In particolare, sono in diminuzione calzature, accessori, biancheria intima e per la casa, pelletteria, mentre dovrebbero reggere i capi di abbigliamento, che “tengono” soprattutto fra i giovani e i giovanissimi.
Se il 68,7% dei consumatori spenderà meno di 200 euro (percentuale in linea con il 68,1% dello scorso anno), il 26,8% dichiara che spenderà tra i 200 e i 300 euro mentre diminuisce la percentuale di coloro che spenderà da 300 a 500 (3% contro il 6,3% dell’anno precedente) e oltre i 500 euro (1,6% contro il 3,7% dell’anno passato).
L’indagine evidenzia che il 37,2% dei consumatori acquisterà in punti vendita non frequentati abitualmente; un consumatore su due attende i saldi per acquistare un articolo al quale stava pensando da tempo e sono in prevalenza donne, persone di età compresa tra i 18 ed i 54 anni, giovani e giovanissimi, residenti nelle grandi aree metropolitane e nel Mezzogiorno; un consumatore su cinque acquisterà in saldo solo prodotti di marca. Sono invariate la fiducia dei consumatori per i prodotti venduti a saldo (è buona la qualità per l’89,2% e la varietà per il 74,8%) e la maggiore attenzione alla qualità rispetto al prezzo (per il 73,5%).
Altro dato che emerge dall’indagine è che il 68,8% dei consumatori e il 57% dei commercianti è favorevole alla liberalizzazione delle vendite promozionali.
I dati di Confcommercio non convincono le associazioni dei consumatori, che parlano di stime “alquanto ottimistiche”: così Federconsumatori e Adusbef, per le quali meno di una famiglia su quattro ricorrerà alle vendite in saldo. “Purtroppo, da quanto ci risulta, saranno pochissime le famiglie pronte ad acquistare a saldo, a maggior ragione dopo la caduta del loro potere di acquisto del -13,2% dal 2008 ed in vista della stangata di 1.490 euro che le aspetta nel 2013”, affermano le due associazioni. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori a sua volta afferma, sulla base di un’analisi fatta sia nelle piccole che nelle grandi città, che il numero delle famiglie che si dichiarano propense ad acquistare a saldo sarà pari ad appena il 36%-37%, ossia circa 8,9 milioni di famiglie. La spesa sarà in diminuzione del 18,8% rispetto allo scorso anno e viene stimata in poco più di 200 euro a famiglia. “Un andamento estremamente negativo – dicono Federconsumatori e Adusbef – che sottolinea, ancora una volta, la necessità di agire urgentemente per un rilancio del potere di acquisto delle famiglie e dell’intera economia, avviando una nuova fase di sviluppo per il Paese che punti sulla detassazione per le famiglie a reddito fisso e sulla ripresa degli investimenti per la ricerca e l’innovazione”.
In tempi in cui le famiglie sono più attente alla spesa e contrastano gli sprechi, secondo l’Adoc i saldi possono rappresentare un’occasione per recuperare il rapporto di fiducia fra commercianti e consumatori e valorizzare la qualità dei consumi. Spiega il presidente Adoc Lamberto Santini: “I prossimi saldi possono essere l’avvio un recupero del rapporto fiduciario tra i commercianti e le famiglie, improntato sulla lealtà e non sulla furbizia che, al contrario, va penalizzata quando arreca un danno ai consumatori. I saldi sono una vera e propria occasione per valorizzare la qualità dei prodotti, offerti a prezzi equi, giusti e sostenibili, in modo da diventare un vero e proprio valore aggiunto in questa delicata fase economica. Possono essere l’occasione anche per sottolineare l’importanza e la necessità del consumo utile, non più basato sullo spreco. La crisi ha reso i consumatori più attenti al momento dell’acquisto, oggi solo la qualità paga. Per i prossimi saldi conviene, anche agli stessi commercianti, puntare sulla qualità dei prodotti e sulla bontà delle offerte. Solo in questo caso si potrebbe verificare un auspicabile aumento delle vendite, pari al 5-10%, che gioverebbe enormemente alla ripresa economica.”


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