Saldi, dall’UNC i consigli anti-bidone con le novità su prodotti difettosi e pagamenti elettronici (fonte foto: pixabay)

Saldi, dall’UNC i consigli anti-bidone con le novità su prodotti difettosi e pagamenti elettronici

Saldi, attenzione anche ai giusti consigli. Ci sono novità in fatto di Pos (da oggi scatta la sanzione per chi rifiuta pagamenti con carta) e prodotti difettosi. Così l’Unione Nazionale Consumatori stila i suoi consigli “anti-bidone” precisando l’applicazione delle ultime norme

Saldi, attenzione anche ai… consigli. Ci sono novità in fatto di pagamenti attraverso Pos (da oggi scatta la sanzione per chi rifiuta pagamenti elettronici con bancomat e carta) e di prodotti difettosi. Così l’Unione Nazionale Consumatori stila i suoi consigli “anti-bidone” precisando anche alcune novità che sono intervenute sui saldi e sulle vendite.

I consigli anti-bidone sui saldi

L’associazione parte dal vademecum stilato da Confcommercio, secondo cui “il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto“.

«Non è così! – dice il presidente UNC Massimiliano Dona – Non vogliamo polemizzare, capita a tutti di sbagliare, ma ai fini di una corretta informazione, per evitare che poi sorgano inutili contestazioni in negozio, è bene che Confcommercio si aggiorni e informi correttamente i propri iscritti che la regola di denunciare il difetto di conformità entro due mesi dalla scoperta del difetto è decaduta con l’entrata in vigore del D.Lgs. 4 novembre 2021, n. 170 che ha attuato la nuova direttiva europea».

I giusti consigli “anti-bidone” dell’Unione Nazionale Consumatori mettono insieme una serie di indicazioni usuali in tema di saldi e shopping con le novità in tema di prodotti difettosi e pagamenti elettronici. Prima di tutto, no ai fondi di magazzino; confrontare i prezzi; darsi un budget; diffidare degli sconti esagerati. Detto questo, ecco le due novità sottolineate dall’associazione.

 

Saldi estivi, si parte il 2 luglio fra ottimismo e incertezza (fonte foto: pexels-artem-beliaikin)

 

Saldi e prodotti difettosi

Conservate sempre lo scontrino. Non è vero che i capi in saldo non si possono cambiare. Valgono le regole di sempre. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso. Ai fini del ripristino della conformità del bene, le nuove regole del D.Lgs. 4 novembre 2021, n. 170 prevedono che il consumatore può scegliere tra riparazione e sostituzione, purché il rimedio prescelto non sia impossibile o, rispetto al rimedio alternativo, non imponga al venditore costi sproporzionati, tenuto conto di tutte le circostanze e, in particolare, del valore che il bene avrebbe in assenza del difetto di conformità, dell’entità del difetto di conformità e della possibilità di esperire il rimedio alternativo senza notevoli inconvenienti per il consumatore.

Il consumatore ha diritto ad una riduzione proporzionale del prezzo o alla risoluzione del contratto  di  vendita, ossia a farsi ridare i soldi, nel caso in cui il  venditore non ha effettuato la  riparazione o la sostituzione; si manifesta un difetto di conformità, nonostante il tentativo del venditore di ripristinare la conformità del bene; il difetto di conformità è talmente grave da giustificare l’immediata riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto di vendita; il venditore ha dichiarato o risulta chiaramente dalle circostanze, che non procederà al ripristino della  conformità del bene entro un periodo ragionevole o senza notevoli inconvenienti  per il consumatore.

Il consumatore non ha il diritto di risolvere il contratto se il difetto di conformità è solo di lieve entità. L’onere della prova della lieve entità del difetto è a carico del venditore.

Saldi e pagamenti

Anche su questo punto ci sono importanti novità, entrate in vigore proprio oggi. Il commerciante è tenuto ad accettare pagamenti effettuati attraverso carte di pagamento, relativamente ad almeno una carta di debito e una carta di credito; tale obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica, ad esempio se manca la connessione o il Pos è guasto.

Se è solo una scusa del commerciante, si possono chiamare i vigili o le forze dell’ordine che, previa verifica, potranno applicare la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento (se acquistate un capo per 100 euro, la multa sarà pari a 34 euro). Ricordatevi che è considerata pratica commerciale scorretta di chiedervi un sovrapprezzo dei costi per aver pagato con la carta di credito o il bancomat.


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