Falso allarme o è l’ennesimo passo indietro del Governo rispetto ai rimborsi ai risparmiatori danneggiati dal salva-banche? Ormai di annunci ce ne sono stati tanti. L’ultimo, prima di Pasqua, assicurava rimborsi automatici a tutti gli obbligazionisti, senza procedure di arbitrato. Ma i risparmiatori coinvolti nella vicenda di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Carife, non hanno ricevuto ancora nulla. Neanche una conferma ufficiale dei rimborsi. Eppure oggi scade il termine per definire i criteri. “L’unica cosa certa in questa vicenda è che il Governo ha fatto una pessima figura” afferma il Presidente del Codacons Carlo Rienzi, annunciando le prime cause.
Ancora una volta gli interessi delle banche diventano la priorità assoluta dell’esecutivo, in un classico rimpallo di responsabilità all’italiana. Ai risparmiatori non resta dunque altra via che il ricorso alla giustizia, facendo valere in tribunale le proprie ragioni. Nei prossimi giorni partiranno le prime 20 cause pilota patrocinate dal Codacons per conto di obbligazionisti che hanno visto azzerato il valore dei propri titoli – prosegue Rienzi – e migliaia potrebbero essere presentate nei prossimi mesi, considerato che la nostra associazione ha raccolto il maggior numero di risparmiatori traditi su tutto il territorio nazionale”.
Intanto il Viceministro dell’Economia Enrico Zanetti continua a dire che i rimborsi saranno per tutti e che il Fondo verrà ampliato. Il 31 marzo, quindi domani, “almeno i 100 milioni previsti dalla legge di stabilità devono essere dati, occorre rispettare le scadenze che abbiamo” ha detto questa mattina alla trasmissione Mi Manda Raitre spiegando che la scelta di rimandare l’eventuale ampliamento del fondo è dovuta al fatto che per modificare questo tetto bisognerà presentare una modifica legislativa. “Come Governo abbiamo ritenuto di rinviare questo decreto a un successivo momento, anche a seguito di un confronto e di un accordo con l’Unione Europea”.
Zanetti ha parlato dei criteri dei rimborsi: “non devono esserci limiti al risarcimento ma non si può procedere a rimborsare tutti senza verifica”. Il risarcimento, ha concluso Zanetti, dovrebbe provenire dal sistema bancario e ha aggiunto che per esserci un risarcimento più amplio (e arrivare ai 300 milioni previsti) accorre attendere un’autorizzazione europea ancora non arrivata.

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