Tutti fermi per Sanremo. O almeno questa è l’impressione generale dopo la prima giornata del Festival, in primo piano su tutte le homepage, oggetto di commenti, votazioni, disquisizioni e classifiche di gradimento più o meno personali sulle canzoni in gara, sugli abiti indossati, sulla tenuta del programma, sull’appeal degli ospiti. Le associazioni dei consumatori, però, si pongono una domanda su tutte: qual è la reale trasparenza del televoto? L’Unione Nazionale Consumatori ha già annunciato un esposto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. E il Codacons promette che vigilerà.
classifica-sanremo-prima-puntata-9-febbraio-2016Dopo X-Factor è la volta del Festival di Sanremo”, annuncia l’Unione Nazionale Consumatori, che ha deciso di presentare un esposto all’AGCOM, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, sul Festival di Sanremo per “la mancanza di trasparenza nel meccanismo del televoto ed, in particolare, per non aver reso noto la graduatoria e le percentuali di voto per ogni singolo cantante”. Alla fine della serata, infatti, è stata presentata la classifica parziale dei dieci cantanti che si sono esibiti ma senza alcun ordine e alcuna percentuale, semplicemente dividendo i primi sei in classifica, ma in ordine casuale, dagli ultimi quattro che risultano a rischio eliminazione. Ma quali sono le percentuali? E quali i voti di scarto? Questa l’obiezione mossa dall’UNC.
L’art.8 del Regolamento dell’Agcom (“Regolamento in materia di trasparenza e efficacia del servizio di televoto”, sub allegato A della Delibera Agcom n. 38/11/Cons) sulla diffusione dei risultati del televoto, prevede infatti che “al termine delle operazioni di televoto, o anche al termine delle singole sessioni di voto, nel corso del programma è data lettura dei risultati finali della votazione, per lo meno in termini percentuali, per ciascun partecipante alla competizione”. Spiega il segretario dell’UNC Massimiliano Dona: “Il telespettatore che ha partecipato alla votazione, pagando pure dei soldi, ha diritto di conoscere il risultato del televoto, anche se parziale. Non si possono tenere segreti i risultati, neanche per ragioni editoriali o di spettacolo. Chi ha votato, inoltre, vuol sapere se il proprio cantante è davvero a rischio eliminazione. Ad un fan – prosegue Dona – non basta un dato sommario che colloca genericamente il proprio beniamino nella parte alta o bassa della classifica, ma vuol conoscere in che punto esatto della classifica si colloca, per quanti voti e con quale scarto. Senza questi dettagli la graduatoria non ha alcun significato, visto che tra il primo e l’ultimo potrebbero esserci solo 10 voti di differenza”. L’associazione ricorda poi che lo stesso regolamento Agcom prevede che entro 24 ore dalla definitiva chiusura del televoto, “sulla pagina del sito web dell’emittente dedicata alla trasmissione” andrebbero pubblicati i risultati  “corredati da ogni eventuale dettaglio relativo al conteggio effettuato e comprensivi dei voti invalidi separatamente evidenziati”.
Sulla trasparenza del televoto ha promesso che vigilerà anche il Codacons. Del resto, ci sono dei soldi in ballo – quelli degli utenti che esprimono il proprio gradimento sui cantanti. “Speravamo che la Rai abbandonasse questo sistema di voto obsoleto e poco trasparente, ma evidentemente gli incassi garantiti dal televoto sono troppo allettanti per tutti, azienda e gestori telefonici – afferma l’associazione – Eppure tale sistema di votazione continua a presentare numerose criticità: da un lato, come dimostrato da numerosi casi del passato, si presta a possibili incursioni dei call center, che in altri programmi televisivi sono riusciti ad alterare le classifiche finali vanificando la spesa sostenuta dei telespettatori; dall’altro, esclude dalle votazioni fette consistenti di pubblico, come gli anziani e chi ha poca dimestichezza con l’uso degli sms. Infine, il televoto risulta premiare i personaggi televisivi, in particolare i cantanti usciti dai talent show, programmi che possono contare su un pubblico di giovanissimi più inclini all’utilizzo del telefonino e del televoto. Un sistema di voto poco trasparente e assolutamente non equo, quindi, sul quale – promette il Codacons – vigileremo con attenzione nel corso di questa edizione del Festival di Sanremo”.

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