Via libera del Senato al disegno di legge sulla class action. L’Aula di Palazzo Madama ha infatti approvato definitivamente il ddl n. 844, in materia di azione di classe. I voti a favore sono stati 206, un contrario, mentre 44 senatori si sono astenuti. Il provvedimento, si legge sull’Ansa, sposta la disciplina della class action dal codice del consumo all’interno del codice di procedura civile. La nuova disciplina, sottratta al Codice del Consumo, elimina ogni riferimento a consumatori e utenti.

Dunque l’azione sarà esperibile da tutti coloro che hanno pretese risarcitorie in relazione alla lesione di “diritti individuali omogenei”, ma non a interessi collettivi. Destinatari della class action sono imprese ed enti gestori di servizi pubblici o di pubblica utilità, relativamente ad atti e comportamenti posti in essere nello svolgimento delle attività.

Il ddl trasferisce la disciplina dell’azione di classe dal codice di consumo al codice di procedura civile al fine di potenziarne la portata e l’ambito di applicazione soggettivo e oggettivo, informa la nota del Senato. “La prima novità riguarda l’estensione generalizzata della legittimazione ad agire a tutti i soggetti che avanzino pretese risarcitorie rispetto a condotte lesive. La seconda novità riguarda l’ampliamento degli strumenti di tutela con l’introduzione dell’azione inibitoria collettiva. Il testo, inoltre, prevede nuove modalità di adesione all’azione e introduce la disciplina degli accordi transattivi tra le parti”, spiega il Senato.

I relatori del ddl hanno evidenziato che l’introduzione dell’azione collettiva nel Codice del Consumo, nel 2005, non ha funzionato perché la procedura si è rivelata “farraginosa, lenta, costosa, poco efficace”. Di qui la decisione di trasporre l’istituto nel codice di procedura civile, di eliminare il riferimento ai consumatori e di estendere la titolarità dell’azione e l’ambito applicativo. Il vaglio di ammissibilità del giudice bloccherà le azioni pretestuose e infondate e il procedimento, regolato dal rito sommario di cognizione, offrirà maggiori garanzie anche ai destinatari dell’azione collettiva.

Il via libera definitivo dall’Aula del Senato al ddl sulla class action è accolto con favore dall’Unione Nazionale Consumatori. “Bene, è sicuramente un passo avanti, un miglioramento dal punto di vista sociale perché tutela i più deboli! – commenta il presidente dell’UNC Massimiliano Dona – Era utile che la riforma entrasse in vigore al più presto, al di là di cavillare sui miglioramenti possibili, per riequilibrare l’evidente asimmetria tra il consumatore, frodato per piccoli importi e le grandi aziende che, sicure di restare impunite, facevano di questa immunità una strategia per accumulare vantaggi commettendo soprusi seriali a danno dell’utente. Basti pensare alle compagnie telefoniche e alla vicenda della fatturazione a 28 giorni. Ora si restituisce potere di reazione al soggetto più debole del rapporto contrattuale”.

Di “giorno speciale” per i consumatori parla Codici. “Plaudiamo a questa votazione – commenta il segretario nazionale Ivano Giacomelli – con questa legge vengono introdotte nuove misure importanti a tutela dei consumatori”. L’azione sarà sempre esperibile da tutti coloro che avanzino pretese risarcitorie in relazione a lesione di “diritti individuali omogenei”: in sostanza, spiega l’associazione, chi ha subito uno stesso danno potrà far fronte comune avviando una causa unica. Tra le novità c’è anche la possibilità di aderire alla class action non solo nella fase successiva all’ordinanza, ma anche in quella che segue la sentenza, entro determinati termini. C’è poi il passaggio di competenza alla sezione dei tribunali specializzata in materia d’impresa. “Avevamo auspicato tempi brevi per il via libera alla legge, preoccupati dopo che la proposta si era arenata nel 2015 – conclude Giacomelli – siamo contenti del voto di oggi in Senato, perché si apre una nuova pagina per i consumatori e per le associazioni che li tutelano”.

Dal Movimento Consumatori, il segretario generale, Alessandro Mostaccio afferma: “Auspichiamo che il Governo voglia attuare al più presto la riforma della class action, ed aprire un confronto con le associazioni rappresentative per individuare alcuni indispensabili correttivi necessari per assicurare l’efficacia delle azioni inibitorie, accogliendo ora la nostra disponibilità di collaborazione purtroppo non considerata in fase di approvazione della proposta di legge”.

Nelle notizie successive, è possibile trovare una serie di materiali utili a ricostruire la posizione di alcuni momenti del dibattito che ha portato all’approvazione della legge. In particolare riportiamo l’intervento della Senatrice Teresa Bellanova, Capogruppo Pd, Commissione Attività Produttive; il parere espresso presso il Comitato Economico e Sociale Europeo da Antonio Longo e Jarosław Mulewicz per l’introduzione di una class action europea nell’ambito del pacchetto “New deal for Consumers”; il parere, espresso dal Consiglio Nazionale Consumatori Utenti, sottoposto all’attenzione del Ministero dello Sviluppo economico riguardo alla proposta di legge.

 

Notizia pubblicata il 03/04/2019 ore 17.36

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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