Noi siamo ciò che mangiamo. E anche l’ambiente è ciò che mangiamo. “La gastronomia è un’espressione culturale legata alla diversità naturale e culturale del mondo. Tutte le culture e le civiltà possono contribuire allo sviluppo sostenibile”. E’ quanto si legge nella risoluzione A / RES / 71/246 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che nel 2016 istituì la Giornata della Gastronomia Sostenibile. Ricette, scelte di consumo e acquisto possono rappresentare un contributo sostanziale al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile. La stessa ONU individua le aree in cui questo contributo si può sostanziare: dallo sviluppo dell’agricoltura alla sicurezza alimentare e alla nutrizione; da una produzione sostenibile del cibo alla conservazione della biodiversità.

Il punto di partenza è monte della filiera agroalimentare: l’agricoltura. A seguire la produzione di alimenti. La FAO ha sviluppa 5 principi per una agricoltura e cibo sostenibile.
1. Migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse: aumentare la produttività senza sprecare acqua, limitando il consumo energetico e senza ridurre l’ambiente naturale esistente.
2. Conservare, proteggere e potenziare le risorse naturali
3. L’agricoltura che non riesce a proteggere e migliorare i mezzi di sussistenza rurali e il benessere sociale è insostenibile.
4. Aumentare la resilienza di persone, comunità ed ecosistemi
5. L’agricoltura e l’alimentazione sostenibile richiede meccanismi di governo responsabili ed efficaci

Cosa può fare il consumatore per dare il suo contributo? “Agisci: pensa globalmente, mangia localmente”, è il claim delle Nazioni Unite per la call to action ai cittadini. Il prodotto è di stagione o ha richiesto una notevole quantità di energia per crescere in una serra? Da dove viene? Quante miglia ha viaggiato per giungere sulla nostra tavola? Come è cresciuto – da un piccolo contadino o da un impianto industriale?

Fondamentale per il consumatore è evitare lo spreco alimentare. Secondo la FAO un terzo del cibo prodotto per il consumo umano viene perso o sprecato a livello mondiale, il che equivale a circa 1,3 miliardi di tonnellate all’anno. Il cibo viene perso o sprecato lungo tutta la filiera, dalla produzione agricola iniziale fino al consumo finale delle famiglie.

Scrive per noi

Silvia Biasotto
Silvia Biasotto
Sono quello che mangio. E sono anche quello scrivo, parafrasando Ludwig Feuerbach. Nella mia vita privata e nella mia professione ho sempre amato conoscere, sperimentare e scrivere di cibo. La sicurezza e la qualità alimentare sono le principali tematiche di cui mi occupo ad Help Consumatori oltre che la tutela del cittadino in generale. Una passione che mi accompagna in questa redazione sin dal 2005 quando sono giunta sulla tastiera di HC a seguito del tirocinio del primo Master universitario in tutela dei consumatori presso l’Università Roma Tre. E ovviamente la mia tesi fu sulla Sicurezza dei prodotti!

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